Consultazioni mediche tra chi è a bordo e la Terra sono prassi sulla Stazione spaziale internazionale. Tuttavia, la richiesta di un consulto dedicato, insieme con il rinvio dell’Eva e la rimozione dal canale YouTube della Nasa dello stream audio della Iss, avevano suggerito non si trattasse di un controllo di routine: tutte le comunicazioni sanitarie avvengono infatti su canali riservati, fuori dai circuiti accessibili al pubblico.
Presi singolarmente, questi elementi rientrano nelle procedure standard. Messi insieme — rinvio di un’attività critica, ipotesi di rientro anticipato, consulto medico specialistico e silenzio operativo — delineano uno scenario che non può essere derubricato ad amministrazione ordinaria.
Come si affrontano le emergenze mediche nello spazio
Lungi dall’essere un ospedale orbitante, la Stazione spaziale internazionale è comunque dotata di un articolato sistema di monitoraggio, prevenzione e primo intervento medico, sviluppato in decenni di esperienza internazionale.
Nel segmento russo della stazione è presente il complesso diagnostico Gamma-1M, che consente elettrocardiogrammi multi-derivazione, monitoraggio della pressione arteriosa e venosa, Holter, ecocardiografia e analisi reografiche. Le tute Orlan, utilizzate dai cosmonauti per le attività extraveicolari, integrano sensori biometrici (sistema Beta-08) capaci di registrare Ecg, respirazione e temperatura corporea durante le operazioni all’esterno della Iss. A bordo si trovano anche analizzatori biochimici di sangue e urine, dispositivi indossabili per il monitoraggio cardiaco continuo, strumenti per la misurazione della massa corporea in microgravità e dosimetri per il controllo dell’esposizione alle radiazioni. Gli equipaggiamenti di bordo consentono un controllo clinico costante degli equipaggi, anche a migliaia di chilometri dalla Terra.
Dalla prevenzione alla rianimazione
La prevenzione è una parte essenziale della medicina spaziale: la tuta “Pinguino” (che applica carichi muscolari e scheletrici), il kit “Chibis” (che crea un vuoto attorno alla parte inferiore del corpo per simulare la gravità e prevenire disturbi muscolo-scheletrici), sistemi di compressione vascolare, cyclette e attrezzature per l’allenamento quotidiano servono a contrastare gli effetti dell’assenza di peso su ossa, muscoli e apparato cardiovascolare.
La Iss è anche equipaggiata per fronteggiare lo scenario peggiore: a bordo sono disponibili decine di kit di pronto soccorso, contenenti materiale per sutura, gestione delle ferite, ustioni, congelamenti e persino piccoli interventi odontoiatrici. Qualche anno fa il cosmonauta Alexander Misurkin raccontò che, durante una missione, una sua otturazione saltò e il problema fu risolto a bordo grazie a un kit e al contributo di un collega medico.


