Da Wired.it :

Le conseguenze dell’alluvione che ha colpito in questi giorni l’Emilia Romagna ha portato con sé anche una polemica sul dissesto idrogeologico e sulla mancata realizzazione di infrastrutture che avrebbero potuto mitigare gli effetti di quanto avvenuto. La segretaria del Pd Elly Schlein, che di questa regione è stata vicepresidentessa dal febbraio del 2020 all’ottobre dello scorso anno, in un’intervista a Repubblica ha proposto di aumentare i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) destinati al contrasto al dissesto idrogeologico.

Sì, aumentare, perché il Piano nazionale di ripresa e resilienza già stanzia 2,49 miliardi di euro per questo obiettivo. Per ricostruire dove e come verranno spesi questi fondi, Wired si è affidata agli open data pubblicati sul portale Italia domani. E qui occorre fare una prima precisazione: sommando gli importi indicati nel dataset, si raggiunge la cifra di 1,5 miliardi. Ne resta fuori uno, ma non è chiaro se i dati siano incompleti oppure se questa somma ancora non sia stata stanziata.

La situazione:

  1. Il primato dell’Emilia Romagna
  2. Fondi per provincia e Comune

Il primato dell’Emilia Romagna

Sia come sia, calcolando come saranno ripartite queste somme su base regionale, emerge come proprio l’Emilia Romagna, con 228 milioni, sia la regione cui è destinato l’importo più alto, ovviamente in numeri assoluti. Nel grafico sottostante il quadro completo.

Qui occorre una seconda precisazione. Questi dati arrivano dal sistema Regis, ovvero dal sistema elaborato dalla Ragioneria generale dello Stato per consentire alle amministrazioni locali di espletare gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione. Nel caso specifico, quelli relativi al dissesto idrogeologico sono dati non validati. Ovvero che non hanno superato i controlli automatici di coerenza svolti dal software.

Per quello che riguarda la missione dedicata al contrasto del dissesto idrogeologico, però, sono gli unici dati disponibili. Ora, è inverosimile che un’amministrazione locale comunichi al governo centrale informazioni non corrette, figurarsi tutte le oltre 2mila che hanno presentato un progetto legato a queste tematiche. Di qui la scelta di Wired di utilizzare comunque questi dati. Che, bene precisarlo, sono aggiornati al 1 marzo 2023. Possibile che in questi 50 giorni i controlli di coerenza siano stati superati.

Fondi per provincia e Comune

Tornando quindi ai dati, è interessante analizzare la suddivisione provinciale dei fondi stanziati contro il dissesto idrogeologico in Emilia Romagna. Ecco il dettaglio nel grafico sottostante.

La provincia che ha richiesto più fondi è quella di Parma, con 48 milioni di euro, seguita da Modena con 37 e Forlì-Cesena con 29,6. Quest’ultima provincia è una delle più colpite dall’alluvione di questi giorni, insieme a quelle di Bologna e Ravenna. Realtà, queste due, che si trovano invece in fondo alla classifica dei fondi richiesti, rispettivamente con 22,2 e 15,3 milioni di euro. Su questa mappa, invece, si trova il dettaglio a livello comunale.

Ogni bolla rappresenta l’ammontare dei fondi ricevuti da un comune. Cliccandoci sopra, appare un pop-up che indica il nome del comune, l’importo ricevuto e una sintesi del progetto. Se in quest’ultimo campo appare un asterisco, significa che i progetti finanziati sono più di uno.

Con 6,5 milioni di euro, l’ente locale che ha ricevuto la quota più alta, in numeri assoluti, è Pavullo nel Frignano, uno dei comuni del Modenese nel quale sono segnalate delle frane a seguito delle piogge degli ultimi giorni. Questi fondi serviranno a consolidare i versanti in frana e a ripristinare le opere idrauliche in diversi tratti del fiume Panaro e lungo il torrente Scoltenna.

Tra i comuni più colpiti dall’alluvione c’è Lugo di Romagna (Ravenna), che riceverà 1 milione di euro per migliorare l’assetto idraulico lungo gli argini dei fiumi Reno e Montone, oltre che dei torrenti Senio e Santerno. Corsi d’acqua, questi ultimi tre, che nei giorni scorsi sono esondati, sommergendo il paese.

Si ringraziano Dati bene comune e onData per l’aiuto nel reperimento dei dati, disponibili anche sul portale pnrr.datibenecomune.it.



[Fonte Wired.it]