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Esseri umani su Marte, i massimi esperti degli Stati Uniti ci spiegano perché è un obiettivo fondamentale

di webmaster | Dic 12, 2025 | Tecnologia


Il comitato ha anche vagliato diversi tipi di campagne su Marte, per determinare quale sarebbe stata la più efficace per raggiungere gli obiettivi scientifici. L’analisi ha determinato che la missione con maggiori probabilità di successo in questo senso prevederebbe un primo sbarco della durata di 30 giorni, seguito da una consegna di rifornimenti senza equipaggio per facilitare una missione più lunga, di 300 giorni. Tutte le attività si svolgerebbero in un’unica zona di esplorazione, del diametro di circa 100 chilometri e caratterizzata dalla presenza di antiche colate laviche e tempeste di sabbia.

La delicata questione della protezione planetaria

Il rapporto affronta anche la questione della cosiddetta protezione planetaria, il principio che ha come obiettivo la tutela dei corpi celesti (in questo caso la superficie di Marte) e dei visitatori (cioè gli astronauti) dalla contaminazione biologica. Si tratta di una questione particolarmente spinosa in vista delle missioni umane sul pianeta rosso: diversi scienziati e ambientalisti sostengono infatti che non dovremmo visitare un mondo che potrebbe contenere forme di vita.

Negli ultimi anni, la Nasa ha collaborato con il Comitato internazionale per la ricerca spaziale per elaborare un piano che limiti l’approdo di esseri umani ad alcune zone del pianeta, lasciando così altre aree di Marte “incontaminate.

La Nasa dovrebbe continuare a collaborare all’evoluzione delle linee guida per la protezione planetaria, allo scopo di consentire agli esploratori umani di svolgere ricerche in regioni che potrebbero sostenere, o addirittura ospitare, la vita”, si legge nel rapporto.

Il senso degli esseri umani su Marte

Se l’agenzia spaziale statunitense decidesse di iniziare davvero a esercitare pressioni affinché la politica finanzi una missione umana su Marte, il nuovo rapporto assumerebbe una rilevanza ancora maggiore, dal momento che fornisce la giustificazione per inviare persone – e non solo robot – sul pianeta. Il documento passa in rassegna tutte le attività che gli esseri umani possono e dovrebbero fare su Marte e illustra le potenziali collaborazioni tra i programmi di volo spaziale e di esplorazione scientifica della Nasa.

Il rapporto indica le principali priorità scientifiche che possono essere realizzate dagli esseri umani sulla superficie di Marte”, ha affermato Elkins-Tanton. “Potrebbero essere effettuate migliaia di misurazioni scientifiche, ma riteniamo che queste siano le priorità principali. Siamo su Marte da 50 anni. Portandoci anche gli esseri umani, avremmo un’enorme opportunità”.

Questo articolo è apparso originariamente su Ars Technica.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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