da Hardware Upgrade :

I membri del Parlamento europeo hanno dato l’ok al Chips Act e al Chips Joint Undertaking, due tasselli fondamentali della strategia del Vecchio Continente per avere una filiera dei semiconduttori più indipendente e resiliente a eventuali carenze produttive (shortage). Il peso europeo nella capacità produttiva globale di semiconduttori è inferiore al 10%: con le due iniziative si mira a portarla al 20% entro la fine del decennio. Il via libera è arrivato dalla Commissione Industria ed Energia.

Nei loro emendamenti al Chips Act, annunciato lo scorso anno e pari a oltre 43 miliardi di dollari, i deputati si sono “concentrati maggiormente sui semiconduttori di nuova generazione e sui chip quantistici“. Si punta a creare una rete di centri di competenza per affrontare la carenza di preparazione e attrarre nuovi talenti nella ricerca, progettazione e produzione, inoltre si punta a sostenere “progetti volti a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento dell’UE attirando investimenti e costruendo la capacità produttiva“.

Quest’ultimo punto non può che richiamare alla mente l’annunciato investimento paneuropeo di Intel in cui dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – rientrare anche l’Italia (“siete ancora in partita” ha dichiarato recentemente il CEO Gelsinger).

I deputati ritengono che la filiera dei semiconduttori dovrebbe essere “mappata” per identificare possibili strozzature, creando “indicatori di allerta precoce” negli Stati membri utili a far scattare un allarme a livello UE in caso di situazioni di shortage in grado di bloccare l’industria: pensate a cosa è successo, e ancora in parte si verifica, nel mondo dell’auto dove i veicoli negli ultimi due anni non sono potuti arrivare sul mercato a causa della carenza di chip.

“Ciò consentirebbe alla Commissione di attuare misure di emergenza come dare priorità alla fornitura di prodotti particolarmente interessati dal problema o effettuare acquisti comuni per gli Stati membri”, si legge nella nota.

Un altro elemento evidenziato dai membri del Parlamento UE è la “cooperazione internazionale” con partner quali Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. “La Commissione dovrebbe istituire un’iniziativa diplomatica sui chip per affrontare qualsiasi futura interruzione delle catene di approvvigionamento”. La relazione legislativa sul Chips Act è stata adottata con 67 voti favorevoli, 1 contrario e 4 astensioni.

In voto separato che ha visto 68 favorevoli, 4 astenuti e nessun contrario ha riguardato la proposta “Chips Joint Undertaking” che mira ad attuare le misure previste nell’ambito dell’iniziativa “Chips for Europe”. L’obiettivo è quello di sostenere “lo sviluppo di capacità produttiva su larga scala tramite investimenti in infrastrutture di ricerca, sviluppo e innovazione, il tutto apertamente accessibile”, puntando su “tecnologie dei semiconduttori all’avanguardia e di nuova generazione”. I deputati sottolineano che per stimolare l’innovazione saranno necessari nuovi fondi, nonché una riallocazione dei fondi da Horizon Europe.

“Vogliamo che l’EU Chips Act renda l’Europa un attore importante nell’arena globale dei semiconduttori. Non solo il bilancio deve essere commisurato alle sfide e finanziato con denaro fresco, ma vogliamo garantire che l’UE sia all’avanguardia nella ricerca e nell’innovazione, che abbia un ambiente favorevole alle imprese, un rapido processo di autorizzazione e investa in una forza lavoro qualificata per il settore dei semiconduttori. Il nostro obiettivo è garantire la crescita in Europa, prepararci alle sfide future e disporre dei meccanismi giusti per le crisi future”, ha dichiarato il relatore del Chips Act, Dan Nica.

Eva Maydell, relatrice della proposta “Chips Joint Undertaking”, sottolinea la richiesta di “nuovi finanziamenti che riflettano l’importanza strategica del settore europeo dei chip. […] Non avremo l’enorme potenza finanziaria degli Stati Uniti, ma il budget offerto dalla Commissione e dal Consiglio deve riflettere la gravità della sfida“.

European Chips Act: 43 miliardi di euro? Una goccia nel mare, ne servirebbero 500

Quali sono i prossimi passi? Sul Chips Act, il mandato negoziale sarà annunciato all’apertura della sessione plenaria del 13-16 febbraio a Strasburgo. Se non vi sarà alcuna richiesta di sottoporre al voto la decisione di avviare i negoziati, il Parlamento potrà avviare i colloqui con il Consiglio. Il Parlamento voterà la proposta ” Chips Joint Undertaking” durante la stessa sessione.

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