Europrivacy® in Italia: il ruolo del Garante e Accredia nella certificazione GDPR

L’arrivo del GDPR ha segnato un passo importante nella protezione dei dati personali, introducendo meccanismi di certificazione come Europrivacy® per dimostrare la conformità e promuovere la responsabilità nel trattamento dei dati. In Italia, il sistema di certificazione è supportato da due attori principali: il Garante per la protezione dei dati personali e Accredia, l’ente nazionale di accreditamento. Questo articolo esplora il funzionamento del sistema italiano e l’impatto delle certificazioni sulla privacy.

Certificazione secondo il GDPR: Un quadro normativo fondamentale

La certificazione dei trattamenti di dati personali trova le sue basi normative negli articoli 42 e 43 del GDPR, che delineano le procedure per il rilascio delle certificazioni e l’accreditamento degli organismi preposti. L’articolo 42 richiede che chi richiede la certificazione fornisca tutte le informazioni e l’accesso necessari per consentire alla valutazione di avvenire in modo trasparente. Le certificazioni hanno una validità di massimo tre anni e possono essere ritirate o non rinnovate se i requisiti non vengono rispettati.

Il buon funzionamento di questo processo dipende dall’accreditamento degli organismi che rilasciano le certificazioni. L’articolo 43 stabilisce che solo organismi accreditati dall’autorità di controllo o dall’ente nazionale di accreditamento possono svolgere questa funzione, garantendo così imparzialità e competenza.

Il sistema italiano: una sinergia tra Garante e Accredia

In Italia, la gestione della certificazione dei trattamenti di dati è affidata a un modello cooperativo tra il Garante per la protezione dei dati personali e Accredia. Il Garante funge da autorità di vigilanza, mentre Accredia si occupa della parte tecnica dell’accreditamento. Questa configurazione si basa su un quadro normativo stabilito dall’articolo 2-septiesdecies del Codice privacy, che assegna ad Accredia il compito di accreditare gli organismi di certificazione.

Nel corso degli anni, sono state stipulate convenzioni tra il Garante e Accredia, contribuendo a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni. Queste convenzioni hanno portato all’ampliamento delle informazioni scambiate e a controlli più rigorosi, consentendo così l’adattamento dei requisiti europei a quelli italiani.

L’accreditamento: processo rigoroso e controlli periodici

L’iter di accreditamento per gli organismi di certificazione in Italia è stato recentemente reso più strutturato e rigoroso. Accredia ha introdotto una circolare che definisce chiaramente i passaggi per l’accreditamento secondo lo schema Europrivacy. A seconda della già esistente esperienza dell’organismo, il processo di verifica prevede esami documentali e audit in loco, con un aumento della severità per coloro che non hanno ancora una storia di accreditamento.

I requisiti per la documentazione includono la trasparenza delle procedure di certificazione, che devono essere adeguate agli standard Europrivacy. Inoltre, gli organismi sono soggetti a monitoraggi regolari anche dopo l’accreditamento, per garantire che continuino a rispettare i requisiti richiesti.

Conclusione: Un sistema di certificazione concreto per aziende e cittadini

In sintesi, l’approvazione di schemi come Europrivacy rappresenta un passo significativo nella protezione dei dati personali in Italia. La certificazione non costituisce solo un timbro di conformità, bensì un vero e proprio strumento di accountability che fornisce alle aziende e ai cittadini la certezza che i trattamenti di dati siano svolti secondo standard elevati.

Per le imprese e le pubbliche amministrazioni italiane, la certificazione rappresenta un’opportunità di rafforzare la fiducia nei confronti dei propri utenti, dimostrando il proprio impegno nella protezione dei dati. Non solo, le certificazioni possono avere un impatto positivo anche sul mercato stesso, contribuendo a creare un ambiente più sicuro e affidabile per tutti.