Il team è riuscito addirittura ad aggiungere un riferimento al piano in 10 punti proposto dall’Iran nell’ambito dell’accordo per la tregua. Alla fine del video, si vede il Lego-Trump che singhiozza accanto al documento, mentre regge una bandiera bianca e mangia un taco, un riferimento all’acronimo creato per deridere la sua tendenza a non dare seguito alle minacce.
Poche ore dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il video è stato pubblicato sull’account X e sul canale Telegram di Explosive media, accompagnato da una didascalia trionfalistica: “L’IRAN HA VINTO! La via per schiacciare l’imperialismo è stata mostrata al mondo. Trump si è arreso. TACO rimarrà sempre TACO“.
La ricetta di Explosive media
Al contrario dei meme diffusi dall’amministrazione Trump, che combinano filmati di guerra con spezzoni di film e si rivolgono a una cerchia ristretta di follower fedeli, i video in stile Lego di Explosive media hanno raggiunto un pubblico molto più ampio all’interno degli Stati Uniti, alcuni dei quali evidentemente apprezzano questo genere di contenuti.
“Ci siamo impegnati a conoscere ogni giorno di più il popolo e la cultura americani“, spiega un esponente dell’organizzazione. “Ci hanno aiutato gli stessi americani, e il sostegno e la guida continuano. Condividono con noi consigli e idee efficaci“.
Explosive media è nato nel 2025 come canale YouTube in cui un giovane iraniano commentava la politica. Inizialmente i contenuti non hanno ottenuto particolare successo; la maggior parte dei video raccoglieva appena qualche centinaio di visualizzazioni.
Ma tutto è cambiato a febbraio, quando il gruppo ha iniziato a pubblicare video ispirati ai Lego – scritti, prodotti e montati utilizzando strumenti di AI –, che nel giro di poco tempo sono riusciti a imporsi su piattaforme come TikTok, X e Instagram (Explosive media non ha specificato quali sistemi utilizza).
“Le persone stanno smettendo di interagire con alcuni contenuti sul conflitto reale e cercano qualcosa che possa distillare ciò che sta accadendo in modo rapido e con un linguaggio e un tono comprensibili. È quello che stanno facendo i video in stile Lego“, spiega a Wired Moustafa Ayad, un ricercatore dell’Institute of strategic dialogue che ha seguito da vicino i contenuti online condivisi dai gruppi iraniani durante la guerra. “Stanno rendendo accessibile la comprensione del conflitto dal punto di vista dell’Iran e allo stesso tempo puntano alla disaffezione negli Stati Uniti. Stanno lavorando su due fronti“.


