FaceBit monitora la salute attraverso la mascherina



Da Wired.it :

Dallo scoppio della pandemia del Covid-19, la mascherina è diventata una presenza costante della quotidianità, entrando nella ristretta cerchia di oggetti sempre presenti a ogni spostamento così come sul luogo di lavoro, come lo smartphone, il portafogli e le chiavi di casa. Quale migliore supporto per monitorare lo stato di salute se non un accessorio che viene indossato per ore a stretto contatto con le vie respiratorie? È questo il pensiero alla base dell’ultimo progetto uscito dall’Università di Northwestern, che ha sviluppato un piccolo gadget da applicare in modo magnetico al fronte della mascherina per rilevare importanti parametri vitali.

Si chiama FaceBit, chiaro riferimento al brand di dispositivi indossabili FitBit, e consta di un piccolo circuito zeppo di sensori e grande circa quanto una moneta da due euro, che può essere agganciato tramite una piccola calamita a qualsiasi tipo di mascherina come quelle chirurgiche, quelle Ffp2 oppure quelle di tessuto. Una volta acceso, questo piccolo dispositivo inizierà a monitorare parametri molto importanti come il battito cardiaco e la frequenza del respiro, comunicando i dati in tempo reale a un’applicazione da scaricare sullo smartphone. Può comprendere se l’utente si trova in una situazione di stress, suggerendo di prendersi una piccola pausa.

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Inoltre, FaceBit ha la capacità di avvertire tempestivamente nel caso in cui la mascherina risultasse indossata male: qualcosa di cruciale soprattutto per determinati tipi di utenti come il personale medico in ospedale, che deve sempre proteggersi nel migliore dei modi. È capitato a tutti di dover indossare la mascherina per lungo tempo e di perdere gradualmente un po’ di sensibilità a livello superficiale, ma con questo sistema si viene avvertiti subito quando è il caso di sistemare la protezione. O, nel caso, cambiare mascherina. 

Come spiegato nel paper che accompagna FaceBit, questo piccolo circuito riesce a compensare l’energia spesa per il funzionamento sfruttando il calore emesso dal corpo. Le stime parlano di oltre 10 giorni di autonomia prima di ricaricarla in modo convenzionale, ma l’obiettivo è quello di implementare anche altre sorgenti, come per esempio un piccolo pannello solare così da renderla autonoma. FaceBit è ora in fase di approvazione, se tutto andrà per il meglio potrà essere prodotta in serie e debuttare in commercio, risultando molto utile per il personale medico.



[Fonte Wired.it]