Facebook cambierà i nomi di Instagram e WhatsApp


La decisione arriva nelle stesse ore in cui emerge una nuova indagine antitrust da parte della Federal Trade Commission

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(Foto: Nasir Kachroo/NurPhoto via Getty Images)

Stanno per cambiare i nomi ufficiali di due applicazioni tra le più scaricate in tutto il globo ossia WhatsApp e Instagram. La modifica sarà per ora operata sui due mercati di applicazioni più popolari ossia Play Store di Google e App Store di Apple rispettivamente per dispostivi Android e iOs ovvero iPhone.

Ad aver deciso questa mossa è chi sta dietro ai due software ovverosia Facebook che aveva rilevato la proprietà di Instagram nel 2012 per un miliardo di dollari e WhatsApp nel 2014 per ben 19 miliardi di dollari. I nuovi nomi ufficiali, come è facile intuire, avranno soltanto una piccola modifica e si trasformeranno in Instagram from Facebook e WhatsApp from Facebook.

Qualcosa di simile a quanto avvenuto solamente qualche settimane fa con l’altra acquisizione miliardaria (2 miliardi, sempre nel 2014) di Oculus che ora si chiama Oculus from Facebook. Qual è il motivo di questa scelta? Lo hanno spiegato gli stessi portavoce del colosso americano a The Information: “Vogliamo essere più chiari sui prodotti e i servizi che fanno parte di Facebook”.

Anche se sui suddetti store online era in bella mostra la proprietà dalle informazioni sul software, ma non era abbastanza. Insomma, una questione di trasparenza verso gli utenti e sono davvero tanti quelli che ignorano il fatto che due giganti delle applicazioni come WhatsApp e Instagram appartengano alla società co-fondata da Mark Zuckerberg.

E proprio mentre si ufficializza questa decisione viene annunciata un’indagine da parte della Federal Trade Commission proprio sulle acquisizioni di WhatsApp e Instagram da parte di Facebook all’interno di un’investigazione antitrust.

Il punto focale è comprendere se Zuckerberg abbia rilevato società rivali prima che diventassero concorrenti troppo pericolosi per creare una sorta di monopolio che andrebbe contro le regolamentazioni statunitensi. E non solo.

Tra le oltre novanta società acquisite in questi anni da parte di Facebook c’è stata anche l’israeliana Onavo, un servizio di risparmio dati che al contempo tracciava l’uso delle app sui dispositivi. I dati ricavati da questa preziosa acquisizione hanno portato Zuckerberg ad acquistare prima Whatsapp e poi a comprendere come le storie di Instagram impattavano sull’uso di Snapchat. Dopodiché, Onavo è stato chiuso a inizio anno.

Ricordiamo che la FTC aveva già multato di 5 miliardi il social network in merito al rispetto della privacy dopo la scoperta di alcune pratiche e lo scandalo Cambridge Analytica.

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