Forse Une Femme Rรฉsistante sarebbe stato un grande film. Ma invece รจ un film che non esiste: nella realtร , e anche nella finzione di Fiasco, la miniserie francese prodotta Netflix. La storia che il regista protagonista sta girando รจ quella di sua nonna partigiana, ed รจ una storia che lui vuole raccontare da sempre: non ha aspettato altro per tutta la vita, per la protagonista รจ riuscito persino ad avere lโex starlette Ingrid, sua irraggiungibile cotta adolescenziale. Ma il suo sogno di bambino diventa un incubo, perchรฉ tutta la vicenda prende immediatamente una brutta piega fin dal primo giorno di riprese.
In Francia a raccontare le bizzarrie, gli equilibri precari e i disordini di quel microcosmo folle e impossibile che รจ il set hanno avuto allโinizio degli anni Settanta Effetto Notte di Franรงois Truffaut. Noi altresรฌ resteremo perdutamente innamorati di Boris e della pagina intramontabile di meta-cinema, meta-tv e meta-tutto che ha rappresentato. E la serie creata dal 38enne parigino Igor Gotesman si trova esattamente nel mezzo: altro che la poesia e lโintrospezione di 8ยฝ, qui cโรจ da portare la giornata, e anche la pellaccia, a casa. E in Fiasco, come da titolo, decisamente non ci si riesce.
I problemi finanziari, le bizze del primo attore, lโincapacitร di imporsi e lโimprovvisazione del debuttante sono solo il meno, contrattempi quasi trascurabili perchรฉ prevedibili, persino nella logica delle cose. Ma la realizzazione di un film puรฒ rivelarsi un lungo e fatale piano inclinato, e tra misteri, equivoci e beghe familiari la purezza di un progetto bello e intrigante รจ compromessa, scivola tra momenti cringe, vicissitudini tragicomiche e una perdita di identitร che presto chiede il conto.
Da dove nasce l’ispirazione di Fiasco?
A interpretare il cineasta esordiente Raphaรซl Valande, alle prese con sabotaggi, ricatti, autogol e ostacoli del cuore รจ un meraviglioso Pierre Niney (tra gli altri interpreti, Franรงois Civil, Gรฉraldine Nakache, Leslie Medina e Vincent Cassel): una presenza fragile, improbabile e adorabile, ร la Lundini, anzi, Lundinรฌ. A volte per fisicitร , spirito e sguardo sperso sembra davvero un suo alter-ego transalpino, capitato per caso sul set alle prese con una cosa piรน grande di lui, tra delegittimazione costante, voglia di scappare ma anche desiderio di starci terribilmente dentro. E di pari passo il susseguirsi degli inciampi, degli errori, delle bassezze ma anche della precisione di un sogno e di unโidea, rappresentati in uno stile da mockumentary che evoca The Office e che confeziona tutto in un prodotto squisitamente misurato, insomma divertente, in grado di nobilitare persino momenti cinepanettoniani di incontinenza intestinale. Un prodotto che, soprattutto, anchโesso ci sta pienamente dentro, dentro la sua vicenda e le sue implicazioni.
Lโispirazione della serie, ha spiegato Pierre Niney che lโha scritta assieme al regista, e che con Franรงois Civil forma un terzetto affiatato dai tempi della serie Casting(s), รจ nata guardando alle disavventure sul set di Babylon A.D., film di Mathieu Kassovitz del 2008 dal quale era nato un anno piรน tardi il documentario Fucking Kassovitz. Ma fare i conti col fallimento di un film che tra un intoppo e lโaltro, uno piรน grottesco di quello che lโha preceduto, finiva per finire e basta, era toccato persino a Terry Gilliam. Lo raccontava la tragica magia di Lost in La Mancha, il documentario venuto fuori dalle riprese sospese e poi interrotte del suo Don Chisciotte: anche il quel caso il suo sogno di sempre, e realizzato solo ventโanni piรน tardi. Lรฌ era tutto vero: il film, le imponderabili traversie, il momento di alzare bandiera bianca e tutto il resto. Qui tutto รจ sufficientemente e fortunatamente finto. Ma a dire il vero Fiasco e il suo fake movie, Una donna resistente (ma quanto รจ bello e intrigante persino questo pseudo-titolo?) hanno molto a che fare con veritร e finzione, bugia, rivelazione e compromesso.
Il potere della vera comicitร
A tre giorni dallโuscita avevano giร cominciato a chiedergli della possibilitร di una seconda stagione, ma Igor Gotesman รจ stato piuttosto chiaro, non se ne parla e probabilmente non se ne parlerร mai. Anche perchรฉ la sensazione al termine della miniserie di sette episodi, tutti tra i 33 e i 40 minuti, รจ di qualcosa di compiuto, e compiuto bene. Il debutto in Francia รจ stato clamoroso: primo posto sulla piattaforma nel giro di quattro ore dallโuscita, un risultato che restituisce il quadro di un lavoro meta-cinematografico accattivante, e decisamente dentro i suoi tempi. Ovvero, la difficile convivenza tra la fascinazione eterna e senza tempo del cinema, e questi cosรฌ complicati, di tempi: i social, le shitstorm (che i francesi chiamano piรน poeticamente bad buzz), hackeraggi e ricatti via web, falsi produttori veramente squattrinati, gigantesche macchine produttive e minimi espedienti. In Fiasco la demitizzazione del cinema si misura dentro il suo culto immortale, un sogno duro a morire e il confronto conflittuale con il tempo, con lโartificio e con lโevoluzione (o piuttosto selezione naturale?), a raggiungere il suo apice nellโultimo pazzesco episodio della serie. Forse come assicurava Mario Monicelli il cinema davvero non morirร mai, ma ogni tanto ce la mettiamo proprio tutta.
Una serie comica e da commedia leggera, cosรฌ sembra presentarsi su Netflix, che anche nella finzione scenica fa Netflix e interpreta se stessa. Ma Fiasco รจ molto di piรน, e dice soprattutto quello che non dice. Allude, si interroga e si dร anche le risposte necessarie tra le righe, riflette su cosa siano oggi il cinema e la serialitร , sulla fedeltร artistica a unโidea, su cosa si รจ disposti a perdere, a sacrificare e lasciare creativamente indietro, sulla cifra autorale ancora superstite, da difendere tra botte da orbi, ricatti e mosse disperate. Mica cose da ridere. E peraltro si ride spesso e volentieri, in Fiasco. Del resto, da Fantozzi in poi, la catarsi del fallimento visto al cinema รจ qualcosa che funziona dannatamente e democraticamente. E ammettiamolo pure: quanto bene ci fa, sorridere dei fallimenti sullo schermo per fare pace coi nostri?


