Seleziona una pagina
lunedì, Gen 29

Garante privacy: ChatGPT viola le regole sulla privacy in Italia

da Hardware Upgrade :

Il Garante della privacy ribadisce quanto aveva avanzato nello scorso mese di marzo, quando notificava ad OpenAI, la società esperta in intelligenza artificiale generativa responsabile di ChatGPT, di aver avviato un’indagine per presunta violazione delle leggi sulla privacy del nostro paese. Nello specifico, si evidenziava “l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma”.


In altre parole, il Garante esprimeva preoccupazioni circa due punti specifici: l’utilizzo di informazioni personali di utenti che non hanno espresso consenso esplicito al loro utilizzo, e le mancate limitazioni all’accesso al servizio per i i minori al di sotto dei tredici anni, come previsto dalle leggi italiane per le piattaforme online considerate “a rischio”. Secondo il Garante, questo modo di agire di ChatGPT entra in contrapposizione con il GDPR che vige in Europa, il che ha già portato al provvedimento di limitazione provvisoria del trattamento dei dati adottato dal Garante il 30 marzo scorso. Il servizio di ChatGPT, infatti, è stato sospeso in Italia, per poi tornare attivo alla fine di aprile.



Ora, il Garante per la protezione dei dati personali ha ufficialmente notificato ad OpenAI un atto di contestazione per presunte violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali, come annunciato attraverso questo comunicato stampa. Secondo quanto emerso dall’istruttoria condotta dall’Autorità, gli elementi acquisiti indicano la possibilità di uno o più illeciti ai sensi del Regolamento UE sulla protezione dei dati personali. OpenAI avrà ora 30 giorni di tempo per presentare le proprie memorie difensive in merito alle presunte violazioni contestate.


Questo non vuol dire che il servizio verrà nuovamente sospeso in Italia, ma che il Garante della privacy è intenzionato a portare avanti le sue indagini, e verificare che non ci siano violazioni rispetto al GDPR.


D’altronde, a marzo la decisione del Garante per la protezione dei dati personali di limitare temporaneamente il trattamento dei dati da parte di OpenAI ha avuto un impatto significativo sul servizio ChatGPT in Italia. La sospensione del servizio, compreso quello a pagamento come ChatGPT Plus, tra le altre cose ha indotto OpenAI ad avviare una politica di rimborsi per tutti gli abbonati al servizio a pagamento colpiti dalla limitazione dei servizi.


Questa situazione, inoltre, ha portato alla creazione di una task force da parte del Board che riunisce le Autorità di protezione dati dell’Unione Europea (EDPB). Il Garante per la protezione dei dati personali terrà conto dei lavori in corso all’interno di questa task force durante la definizione del procedimento nei confronti di OpenAI.


In questo contesto, la società statunitense si trova di fronte a una sfida significativa, dovendo dimostrare la conformità ai rigorosi standard imposti dal GDPR. La vicenda, inoltre, evidenzia l’importanza crescente delle normative sulla protezione dei dati personali nel contesto dell’intelligenza artificiale.

Source link