Quando si parla di GDPR, molti pensano ancora che basti inserire un banner cookie generico e una privacy policy standard presa da Internet. In realtà, la conformità richiede molto di più: significa comprendere gli obblighi normativi, gestire correttamente i dati degli utenti e dimostrare in ogni momento di aver adottato procedure adeguate. In questa guida riassumo i punti principali emersi dall’approfondimento dedicato ad Aruba LegalBlink, un servizio pensato proprio per aiutare aziende, professionisti e gestori di eCommerce a rendere i loro progetti davvero conformi.
Cosa significa davvero essere conformi al GDPR
Un sito Web conforme è un sito che:
- raccoglie solo i dati strettamente necessari
- informa chiaramente l’utente su come verranno usati
- conserva le prove del consenso
- protegge i dati con misure tecniche e organizzative adeguate
- rispetta le scadenze di conservazione
La normativa non si limita a richiedere testi legali corretti, ma impone un vero processo di gestione del dato. Ecco perché semplici policy generiche non bastano più.
Gli obblighi normativi da rispettare
Ogni progetto online che raccoglie anche un solo dato personale deve garantire:
- Informative chiare: privacy policy e cookie policy aggiornate e specifiche per quel sito.
- Base giuridica: serve una motivazione valida per ogni dato raccolto (es. contratto, consenso, obbligo legale).
- Registro dei trattamenti: obbligatorio anche per molte piccole attività.
- Misure di sicurezza: crittografia, accessi limitati, backup protetti, procedure interne.
- Gestione dei diritti dell’utente: diritto all’oblio, accesso ai dati, portabilità.
Ogni elemento deve essere documentato e dimostrabile: è il principio di accountability, introdotto dal GDPR e troppo spesso ignorato.
Gestione del consenso: non basta più un banner
Il consenso è uno degli aspetti più critici. Un banner generico o mal configurato può portare a sanzioni anche pesanti. Oggi serve:
- registrare in modo sicuro il consenso dato dall’utente
- permettere di revocarlo in ogni momento
- attivare i cookie solo dopo il consenso
- gestire partner terzi come Google, Meta o sistemi di advertising
In particolare, chi utilizza Google Analytics o campagne Google Ads deve adottare la Google Consent Mode V2: un sistema che permette a Google di adattare il comportamento dei suoi script in base al consenso dell’utente. Dal 2024 la sua implementazione corretta è diventata praticamente obbligatoria per chi usa strumenti Google.
Rischi e sanzioni: cosa può succedere
Le sanzioni GDPR possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo. Nella pratica quotidiana, però, anche i piccoli siti rischiano:
- ispezioni del Garante
- segnalazioni degli utenti
- blocchi temporanei dei servizi
- contestazioni commerciali da parte dei partner
Il problema più comune? Banner cookie irregolari, policy incomplete, mancanza di prova del consenso.
Perché usare una soluzione come Aruba LegalBlink
LegalBlink, integrato nei servizi Aruba, offre strumenti professionali pensati per aiutare anche chi non ha competenze legali. Permette di:
- generare privacy e cookie policy sempre aggiornate
- configurare banner cookie conformi e collegati alla Consent Mode V2
- avere una dashboard con prove di consenso archiviate
- accedere a modelli e documenti per il registro dei trattamenti
- ridurre i rischi di errori e sanzioni
Per chi gestisce un eCommerce o un sito che usa strumenti avanzati di marketing, questi strumenti possono fare una grande differenza.
Conclusioni
Rendere un sito Web conforme al GDPR non significa aggiungere un banner e una policy qualunque. Serve un approccio strutturato, continuo e documentato. Strumenti come Aruba LegalBlink rendono tutto più semplice e aiutano a mantenere la conformità nel tempo, un aspetto fondamentale per evitare sanzioni e proteggere davvero i dati degli utenti.


