Dentro Genesis GV60 il lusso diventa interfaccia
La parte più interessante, quindi, è dentro. Qui Genesis GV60 smette di sembrare una sport utility elettrica premium ben fatta e comincia a raccontare la propria identità. Genesis definisce questo approccio Beauty of White Space: meno decorazione gratuita, più ordine, più respiro, più senso della materia. Tradotto in termini meno poetici, significa superfici pulite, grande attenzione alla percezione dello spazio e una regia visiva che aiuta la concentrazione e l’appagamento del guidatore.
La Crystal Sphere, in questo schema, non è un vezzo. È il simbolo più chiaro di una filosofia precisa: la tecnologia deve essere intuitiva, ma anche memorabile. Accanto a lei si muove il display panoramico Oled da 27 pollici, che unisce quadro strumenti e infotainment davvero in un’unica scena digitale molto più elegante dei soliti tablet appesi. Genesis GV60 gioca qui la sua partita più interessante perché usa la tecnologia come linguaggio principale senza mettere in soggezione chi la conduce. Tradotto: non bisogna essere nativi digitali per gestire la strumentazione. Il riconoscimento facciale permette l’accesso al veicolo, il lettore di impronte digitali consente di avviare l’auto e richiamare impostazioni personali, mentre aggiornamenti over-the-air, streaming integrato, comandi vocali “Hey Genesis” e navigazione con realtà aumentata provano a rendere l’esperienza più continua e meno meccanica.
L’abitacolo insiste poi su altri due fronti che nel premium contano ancora moltissimo: silenzio e qualità sensoriale. L’impianto Bang & Olufsen con 17 altoparlanti e Dolby Atmos va in questa direzione, così come l’Active Noise Control-Road, che usa sensori e onde sonore inverse per abbattere il rumore proveniente dalla strada. Funziona davvero. Con questi due elementi, sembra di viaggiare oggettivamente su una lounge hi-tech a quattro ruote molto riservata.
Batteria, ricarica e guida: qui la tecnica pesa davvero
Sotto la pelle, Genesis GV60 usa una batteria da 84 kWh e un’architettura a 800 volt, il dato che oggi fa ancora la differenza quando si parla di tempi di ricarica e di utilizzo fuori città. La ricarica dal 10 all’80% richiede 18 minuti, con una colonnina DC ultra-fast da 350 kW. La GV60 appartiene al gruppo delle elettriche che hanno capito che il vero lusso, nel 2026, non è il led in più ma il tempo perso in meno. La gamma parte da una versione a trazione posteriore da 229 cv e 350 Nm, che dichiara fino a 561 km di autonomia WLTP nel ciclo combinato e 775 km in urbano. Sopra c’è la AWD da 318 cv e 605 Nm, mentre al vertice si colloca la variante da 490 cv con funzione Boost.
