Gli agenti AI saranno i nuovi protagonisti a bordo degli smartphone e prenderanno il posto delle app come le conosciamo oggi. Il vaticinio arriva da Carl Pei, co-fondatore e attuale amministratore delegato della società Nothing, specializzata nella produzione di cellulari e accessori vari. Secondo il dirigente classe ‘89, il futuro è quindi già tracciato e i dispositivi si affideranno sempre più ai sistemi governati dall’intelligenza artificiale in grado di compiere al posto dell’utente più azioni in modo automatico, simultaneo e trasversale.
Le app sono il passato
Carl Pei è intervenuto nel corso dell’evento SXSW in corso a Austin, Texas (Usa) ieri 18 marzo e ha dichiarato: “Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale lato software, credo che le persone debbano capire che le app sono destinate a scomparire. Fondatori di startup che hanno app come fulcro devono comprendere che questo settore sarà stravolto”. Secondo Pei, infatti, il modo in cui utilizziamo gli smartphone è saldamente ancorato al passato: “È pre-iPhone ai tempi c’erano i Palm Pilot e i palmari. E se pensiamo all’esperienza utente, è ancora molto simile“, riferendosi in modo particolare alle schermate di blocco, le homepage, le app da aprire una per volta in modo manuale per passare da una funzione all’altra, “Non è cambiato molto negli ultimi 20 anni”. Il dirigente di nazionalità svedese, ma nato a Pechino, ha fatto l’esempio di un appuntamento per un caffè con un amico: si deve usare la messaggistica istantanea, prenotare un tavolo e un taxi, fissare la data e ora sul calendario. Tutto avviene passo a passo, in modo manuale. Invece, dovrebbe essere lo smartphone a fare tutto in autonomia, tramite gli agenti AI: “Credo che il futuro degli smartphone o dei sistemi operativi dovrebbe essere semplicemente: Ti conosco molto bene e, se capisco le tue intenzioni, le eseguo automaticamente“.
Gli agenti AI al centro del sistema
Vi abbiamo spiegato in modo approfondito che cosa sono gli agenti AI, ovvero strumenti basati su intelligenza artificiale in grado di compiere più azioni trasversali e complesse in modo autonomo senza dover richiedere un intervento costante da parte dell’utente in carne e ossa. Nel caso degli smartphone, secondo Carl Pei la necessità è quella di modificare l’approccio: invece che adattare gli attuali sistemi operativi agli agenti AI, “Bisogna creare un’interfaccia che l’agente possa utilizzare. Credo che questo sia la soluzione più a prova di futuro“. L’ipotesi è dunque quella di sistemi operativi sempre più basati sull’interazione vocale in modo naturale e sulla capacità di osservare il mondo circostante e interpretarlo, studiando le abitudini e memorizzando le preferenze dell’utente. Non sarà un percorso semplice, viste le tematiche sensibili già attuali, ma il sentiero da percorrere sembra già tracciato.


