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Gli anni Novanta ci mancano perché non avevamo internet? (O meglio: ce l’avevamo, ma non sempre in tasca)

di webmaster | Mar 21, 2026 | Tecnologia


Certo, scegliere Sarah Pidgeon e Paul Anthony Kelly come protagonisti ha sicuramente aiutato, ma gli spettatori più giovani non sono intrigati soltanto dal matrimonio glamour e infelice (oggi JFK jr sarebbe considerato una red flag ambulante, così come lasciare il lavoro per sposarsi) ma da tutto il contesto. Per rivedere Carolyn, John non poteva certo scriverle su Instagram, e infatti si presenta dove lavora (altra red flag). Al posto dei like ‘tattici’, le inviava mazzi di fiori e per chiederle di uscire doveva telefonare a casa, senza alcuna certezza di trovarla.

L’attesa, che oggi ci sembra insopportabile, faceva parte del gioco. Il non sapere, pure. Niente spunte blu, niente profili social da setacciare per sapere cosa stesse facendo l’altro, dove o con chi. Insomma: le relazioni umane, per la maggior parte, dovevano avvenire nel mondo reale, senza la mediazione di app, algoritmi, swipe e orari di accesso. Questo senso di autenticità perduta – seppur ampiamente romanticizzata – affascina la GenZ più del copiatissimo guardaroba della Bessette.

La GenZ ha nostalgia dell’analogico

È interessante notare come la generazione di TikTok idealizzi gli anni Novanta proprio perché …non c’era Internet. O meglio: c’era, ma non pervadeva ogni aspetto della vita quotidiana, dallo shopping alla cena. Iniziava a entrare nelle case, annunciato dai suoni distorti della connessione del modem – se volete sbloccare un ricordo, si possono riascoltare su Youtube. Probabilmente per l’ultima volta nella storia, si poteva uscire di casa senza essere costantemente raggiungibili, eternamente reperibili, anche in cima a una montagna. Si poteva anche far festa senza l’occhio dei social pronto a immortalare e giudicare ogni abito, ogni sbronza, ogni momento di imbarazzo. La Generazione Zeta non ha mai conosciuto quel misto di ansia e imbarazzo nel telefonare a casa dei propri compagni di scuola sperando che non siano i genitori a rispondere. Risultato: nessuno telefona più a nessuno.

Non c’è da stupirsi, dunque, se la generazione più connessa di sempre abbia iniziato a rinunciare agli smartphone per tornare ai dumb phones, cioè ai telefoni che telefonano e basta. E che abbia fatto schizzare le ricerche di lettori Mp3 e iPod su Ebay.

In tempi di intelligenza artificiale, non c’è niente di più cool dei passatempi analogici: uncinetto, cruciverba, Kodak o album da colorare. Commoventi tentativi di salvare il cervello dal brainrot e dalla trappola del doomscrolling, abitudine che mangia il tempo e l’attenzione senza che ne rendiamo conto. Quanto può sembrare strana, dopo anni di abbonamenti streaming, l’idea di possedere fisicamente i film e la musica attraverso VHS, dischi e audiocassette?



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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