Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

Gli astronomi sono riusciti a pesare per la prima volta un pianeta vagabondo (e ha una massa simile a quella di Saturno)

di webmaster | Gen 12, 2026 | Tecnologia


Non ha una casa e gira solitario nell’oscurità dello Spazio. É il pianeta vagabondo appena individuato da un team internazionale di astronomi coordinato dall’Università di Pechino che è riuscito per la prima volta a determinane direttamente la massa e la distanza. Secondo il loro studio, pubblicato sulla rivista Science, ha una massa simile a quella di Saturno e si trova a circa 9.800 anni luce da noi, verso il centro della nostra galassia, la Via Lattea.

I pianeti senza casa

Ricordiamo brevemente che i pianeti vagabondi, o erratici, sono pianeti che vagano liberamente nello Spazio, senza avere stelle attorno alle quali orbitare. Sebbene sia molto difficili da individuare, negli ultimi anni la comunità scientifica ne ha scoperto un numero crescente, come per esempio l’ultimo di cui vi abbiamo raccontato, chiamato Cha 1107-7626, che si trova nella costellazione del Camaleonte, a circa 620 anni luce di distanza dalla Terra, e che si è scoperto avere un tasso di accrescimento da record. Dati, quindi, che potrebbero quindi fornire preziose informazioni su come nascono e crescono i pianeti e che suggeriscono come il loro percorso di formazione possa essere simile a quello delle stelle.

Il pianeta vagabondo

Ciò che rende questo ultimo studio unico è il fatto che per la prima volta la rilevazione di un pianeta vagabondo è stata effettuata utilizzando contemporaneamente strumenti sia sulla Terra che nello Spazio. Per trovarlo, infatti, i ricercatori si sono serviti di un fenomeno chiamato microlensing gravitazionale, ossia quando la gravità del pianeta vagante amplifica, proprio come una lente d’ingrandimento, la luce di una stella sullo sfondo. In questo caso, quindi, i ricercatori sono stati in grado di osservare l’effetto microlensing utilizzando sia i rilievi a terra sia i dati del telescopio spaziale dell’Esa, Gaia. “Confrontando le proprietà statistiche di altri eventi di microlensing osservati e le previsioni delle simulazioni, deduciamo che questo oggetto si è probabilmente formato in un disco protoplanetario (come un pianeta), non in isolamento (come una nana bruna), e che processi dinamici lo hanno poi espulso dal suo luogo di nascita, producendo un oggetto fluttuante”, ha commentato a EarthSky l’autore Subo Dong.

La massa precisa

Inoltre, il confronto dei dati dei telescopi terrestri e spaziali ha permesso al team di determinare la massa dell’oggetto in transito, in modo simile a come funziona la percezione della profondità umana. “La differenza è che la distanza tra gli occhi di noi esseri umani è di pochi centimetri, mentre Gaia dista circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra”, ha aggiunto in una nota l’esperto. È, quindi, la prima misurazione diretta della massa di un pianeta vagabondo, che in questo caso è simile a quella di Saturno, e che lo colloca quindi saldamente nella categoria dei “pianeti“. “Per la prima volta, abbiamo una misurazione diretta della massa di un candidato pianeta erratico e non solo una stima statistica approssimativa”, ha concluso Dong. “Sappiamo per certo che si tratta di un pianeta. La nostra scoperta offre ulteriori prove del fatto che la galassia potrebbe pullulare di pianeti erratici, probabilmente espulsi dalle loro sedi originali”.



Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0