Gli italiani e i dispositivi smart: un rapporto complesso, come rivela una ricerca di UL Solutions

da Hardware Upgrade :

UL Solutions e BVA Doxa hanno presentato i risultati della ricerca “Smart home e dispositivi personali smart: il punto di vista dei consumatori italiani”, con la quale hanno indagato le abitudini e le preferenze degli italiani nell’uso dei dispositivi smart per la casa e il benessere personale. L’indagine mette in luce come gli utenti italiani siano spesso interessati ai dispositivi smart, ma siano altresì preoccupati dagli aspetti della privacy e della sicurezza informatica a essi collegati.

Un’Italia dubbiosa circa i dispositivi smart

Lo studio commissionato da UL Solutions e condotto da BVA Doxa ha coinvolto 1.000 soggetti in Italia, distribuiti equamente tra le varie fasce della popolazione, e riguarda otto categorie di prodotti, di cui quattro in ambito “smart home” (gestione della casa e intrattenimento, elettrodomestici, sicurezza, efficienza energetica) e quattro nell’ambito dei dispositivi personali (oggetti indossabili per il fitness, monitoraggio della salute in tempo reale, monitoraggio dei bambini, assistenza e controllo delle persone fragili).

Tra gli elementi importanti nella scelta di quale prodotto acquistare, la ricerca evidenzia come gli italiani prediligano una comunicazione chiara sui possibili rischi per la privacy e la salute(48%), un’app per la gestione del dispositivo con ottime recensioni (45%) e la certificazione da parte di un ente indipendente (43%).

Tra i fattori che frenano l’adozione di dispositivi smart troviamo la sicurezza informatica e i rischi per la salute, con il 67% che teme il furto di dati personali e il 62% che teme che attacchi informatici permettano ai malfattori di prendere il controllo dei dispositivi. Un dato che fa riflettere è quello della preoccupazione circa gli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche: ben il 55% del campione intervistato ne è preoccupato o molto preoccupato, sebbene non esistano studi scientifici che dimostrino un legame diretto tra dispositivi elettronici e problemi di salute legati alle onde elettromagnetiche.

I dispositivi più acquistati sono quelli per tenere sotto controllo i consumi energetici, con il 34% degli intervistati che ne acquistato almeno uno. Quelli, invece, più desiderati sono quelli per la sicurezza (antifurto, videosorveglianza, ecc), con il 51% degli intervistati che intende acquistarne nei prossimi due anni. L’installazione dei dispositivi avviene in autonomia in due casi su tre, ma il 40% di quanti hanno proceduto da sé ha ritenuto l’installazione e la configurazione notevolmente complesse. Il 40% degli utenti ritiene poi che ci siano margini di miglioramento nelle applicazioni che gestiscono i dispositivi.

Sul fronte dei dispositivi personali, il 31% degli intervistati ha acquistato oggetti connessi per il fitness, mentre il 20% ha scelto dispositivi per il controllo della salute.

Gli utenti richiedono un abbassamento dei prezzi, miglioramenti nelle funzionalità e maggiore chiarezza nel comunicare i vantaggi derivanti dall’uso dei dispositivi connessi. Ciò è vero trasversalmente a tutte le categorie di prodotto, con gli italiani che non sembrano convinti dei vantaggi offerti dai vari oggetti; la ricerca evidenzia come in particolare nel Mezzogiorno non si prevede di acquistare dispositivi perché “dopo un po’ si finisce per non usarli più”, mentre soprattutto le donne affermino di non conoscere bene le nuove tecnologie e tendano dunque a diffidarne. Si evidenzia dunque, per l’ennesima volta, un problema di tipo culturale rispetto alla tecnologia.

La ricerca non è ancora disponibile pubblicamente, ma lo sarà in futuro.

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