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Gli sviluppatori di app contro Apple: “Commissioni esorbitanti e ingiustificate”

di webmaster | Dic 18, 2025 | Tecnologia


Commissioni esorbitanti e ingiustificate continuano a impedire una concorrenza leale”: questo il passaggio cruciale della lettera (qui il documento integrale) inviata alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e alle due commissarie Teresa Ribera e Henna Virkkunen da parte della Coalition for app fairness, organizzazione indipendente e no-profit che riunisce un nutrito gruppo di sviluppatori di app nonché associazioni di settore, per denunciare “la persistente inosservanza da parte di Apple del Digital Markets Act”.

I 21 firmatari della missiva inviata a Bruxelles – fra aziende e associazioni quali Euroconsumers, la European Games Developer Federation e l’European Publishers Council – nel ricordare che sono passati 8 mesi dalla pronuncia della stessa Commissione Ue in merito al mancato rispetto delle regole esortano la Commissione “ad adottare misure immediate e chiare per far rispettare la legge e garantire un mercato digitale equo e competitivo per tutti”.

La multa da 500 milioni non è bastata

In dettaglio lo scorso 23 aprile la Commissione Ue ha inflitto una sanzione da 500 milioni a Apple per violazione del Dma (nello stesso giorno un analogo provvedimento è stato emesso a carico di Meta multata per 200 milioni). “Gli sviluppatori che distribuiscono le proprie app tramite l’App Store di Apple devono poter informare gratuitamente i clienti su offerte alternative esterne all’App Store, indirizzarli verso tali offerte e consentire loro di effettuare acquisti”, si legge nella premessa del provvedimento Ue a carico di Apple. “La Commissione ha riscontrato che Apple non rispetta tale obbligo. A causa di una serie di restrizioni imposte da Apple, gli sviluppatori di app non possono beneficiare appieno dei vantaggi dei canali di distribuzione alternativi esterni all’App Store. Analogamente, i consumatori non possono beneficiare appieno di offerte alternative e più economiche, poiché Apple impedisce agli sviluppatori di app di informare direttamente i consumatori di tali offerte. L’azienda non è riuscita a dimostrare che tali restrizioni siano oggettivamente necessarie e proporzionate”. La Commissione aveva dunque ordinato a Apple di “rimuovere le restrizioni tecniche e commerciali” e di “astenersi dal perpetuare in futuro la condotta non conforme, inclusa l’adozione di condotte con oggetto o effetto equivalente”.

I firmatari della lettera

I firmatari della lettera

The Coalition for App Fairness

Ma l’azienda avrebbe fatto orecchie da mercante: “Nei nuovi termini e condizioni proposti a giugno, Apple non ha affrontato la questione principale. Commissioni esorbitanti e ingiustificate continuano a impedire una concorrenza leale. La legge stabilisce che i gatekeeper come Apple devono consentire agli sviluppatori di offrire e condurre transazioni al di fuori dell’App Store gratuitamente. Tuttavia, Apple ora addebita agli sviluppatori commissioni fino al 20% per tali transazioni. Si tratta di un palese disprezzo per la legge che potrebbe vanificare anni di prezioso lavoro svolto dalla Commissione”, si legge nella lettera in cui la coalizione degli sviluppatori e le associazioni esprimono preoccupazione anche e soprattutto sul futuro.

A gennaio 2026 ulteriori rincari?

Apple ha annunciato che introdurrà nuovi termini e condizioni per il suo App Store a gennaio 2026. Non c’è ancora chiarezza su cosa comporteranno queste modifiche”, ma c’è il “sospetto” di ulteriori commissioni. “Questa situazione è insostenibile e dannosa per l’economia delle app e per i milioni di consumatori europei che le utilizzano. Sei mesi dopo la pubblicazione dei nuovi termini di Apple, gli sviluppatori continuano a operare senza una chiara conoscenza di quali termini dell’App Store regoleranno le loro attività. Non è chiaro quali altri cambiamenti vedranno in meno di un mese e quanto tempo avranno per valutare questi termini per informare le loro decisioni strategiche. La mancanza di trasparenza di Apple, unita alle sue tempistiche affrettate, paralizza l’innovazione e gli investimenti. Non si può permettere ad Apple di sfruttare la sua posizione tenendo in ostaggio l’intero settore”.

Dopo la causa di Epic Games negli Usa riequilibrata la concorrenza

Le associazioni denunciano anche uno squilibrio fra Stati Uniti ed Europa nel citare la decisione di un giudice federale nell’ambito della celebre causa intentata da Epic Games che ha ordinato a Apple di porre fine a comportamenti anticoncorrenziali. “Gli sviluppatori negli Stati Uniti possono ora comunicare liberamente con i propri clienti e offrire loro la possibilità di pagare direttamente sul sito web dello sviluppatore senza dover pagare ad Apple una commissione per tali transazioni. Ciò solleva una domanda semplice e urgente: perché sviluppatori e consumatori dovrebbero ottenere un trattamento peggiore in Europa rispetto agli Stati Uniti?”.

Il silenzio di Apple che però punta il dito contro il Dma

Contattata da Wired Apple ha preferito non commentare ma il 24 settembre in una lunga nota si è nettamente schierata contro il Digital Markets Act: “Ci sta obbligando ad apportare alcune modifiche preoccupanti al modo in cui progettiamo e offriamo i prodotti Apple ai nostri utenti in Europa” e “sta avendo ripercussioni su molti aspetti dell’esperienza degli utenti europei, dal modo in cui scaricano le app ed effettuano pagamenti, al modo in cui i loro prodotti Apple funzionano insieme”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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