[ad_1] Parigi, Francia – “Una perquisizione è in corso nei locali francesi di X”, il social network di Elon Musk. Ad annunciarlo è stata il 3 febbraio la procura di Parigi (proprio su X prima di decidere per la chiusura…
Parigi, Francia – “Una perquisizione è in corso nei locali francesi di X”, il social network di Elon Musk. Ad annunciarlo è stata il 3 febbraio la procura di Parigi (proprio su X prima di decidere per la chiusura dell’account), la stessa che con la sua unità di criminalità informatica ha portato avanti l’operazione, affiancata dalla Gendarmerie e dall’Europol. La procura ha anche confermato di aver inviato a Musk e all’ex amministratrice delegata Linda Yaccarino la convocazione per un colloquio a Parigi per il prossimo 20 aprile. Anche i dipendenti della piattaforma X sono stati convocati nella settimana dal 20 al 24 aprile 2026 per essere ascoltati in qualità di testimoni. Sia la perquisizione che i colloqui rientrano nel quadro di un’indagine che la giustizia francese ha aperto nel 2025.
Perché X è finita sotto inchiesta in Francia
Perché X è finito nel mirino della giustizia francese
L’indagine ha come scopo quello di capire cosa ci sia dietro all’algoritmo che guida la piattaforma statunitense, accusata di fornire informazioni false e tendenziose. In particolare, l’indagine è stata avviata dopo la segnalazione inviata dal deputato di Renaissance, il partito del presidente, Éric Bothorel, come da lui stesso riportato – ma sul concorrente BlueSky – felicitandosi della perquisizione negli uffici parigini di X. Nel gennaio del 2025, infatti, Bothorel aveva avvisato la procura sui “cambiamenti dell’algoritmo di X, nonché sulle apparenti interferenze nella sua gestione dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk” nel 2022. All’apertura dell’indagine, il procuratore aveva confermato che la segnalazione di Bothorel si sommava a un’altra depositata in precedenza e che denunciava il sospetto utilizzo strumentale dell’algoritmo di X per “interferenza straniera“.
Le accuse e le parole del deputato Éric Bothorel
Bothorel, raggiunto da Wired Italia, si dice “lieto” dell’avanzamento delle indagini: “Credo che si stia andando nella giusta direzione. In un momento in cui in Europa tutti temono le ritorsioni che Trump potrebbe mettere in atto contro chi attacca gli interessi statunitensi, trovo piuttosto coraggioso da parte della procura andare fino in fondo”, dichiara.
L’indagine, avviata per la diffusione di informazioni false e tendenziose, è stata via via ampliata man mano che nuovi elementi e segnalazioni si sono aggiunti. Come il furto illecito di dati informatici, l’alterazione del funzionamento di un sistema informatico e la gestione illegale di una piattaforma online da parte di un gruppo organizzato.
La procura ha quindi ampliato l’indagine lo scorso novembre, in seguito a diverse segnalazioni sul chatbot di Elon Musk, Grok. L’intelligenza artificiale sviluppata da xAI e integrata nello stesso X è stata anche accusata da diversi utenti in Francia per la possibilità di “spogliare” virtualmente corpi di persone (anche minori) senza il loro consenso, facendo circolare in rete migliaia di deepnude illegalmente.
I precedenti: quando X è stato multato dalla Commissione europea
L’indagine francese non è l’unica. Lo scorso dicembre il social di Elon Musk è stato multato dalla Commissione europea per il mancato rispetto del Digital service act (Dsa), il regolamento europeo sul digitale. Le infrazioni commesse da X includono una grafica ingannevole della “spunta blu”, la mancanza di trasparenza del suo archivio pubblicitario e il mancato accesso ai dati pubblici per i ricercatori. La sanzione, di 120 milioni di euro totali, è stata la prima inflitta ai sensi del Dsa.
