L’ultimo arrivato in casa Pixel ha molte delle funzioni software già presenti nei dispositivi precedenti, tra cui due nuove aggiunte dalla serie 10: Camera coach e Auto best take (qui trovate un approfondimento). Mentre trovo quest’ultima comoda quando ci si vuole assicurare che tutti abbiano gli occhi aperti e un sorriso stampato in volto nelle foto di gruppo, mi sembra che Camera coach ostacoli il processo.
L’editor fotografico conversazionale di Google invece è più utile quando si vogliono apportare piccole modifiche a una foto senza scartabellare tra strumenti e menu, anche se non è un’esclusiva della serie Pixel 10a (la funzione è integrata anche negli ultimi telefoni Samsung).
Il supporto alla nuova estensione di Quick share ad AirDrop è una notizia fantastica, che consente ai possessori del 10a di inviare file e foto agli iPhone dei loro amici senza dover ribadire ogni volta che non hanno un telefono Apple (il che rende ancora più bizzarro il fatto che il Pixel 9a non abbia ancora questa funzione, visto che si tratta dello stesso hardware).
Trattandosi di un telefono Google, naturalmente c’è un’infornata di funzioni di intelligenza artificiale e Gemini è sempre pronta a eseguire ogni vostro comando. Trovare un equilibrio non è facilissimo. Ormai faccio affidamento su molti di questi software intelligenti, come il servizio di trascrizione AI nell’app Registratore di Google o Now playing, che mi dice automaticamente quale canzone sto ascoltando alla radio mentre aspetto in coda al bar. A volte mi capita anche di chiedere a Gemini informazioni su quello che sto guardando sullo schermo, e devo dire che le risposte sono spesso utili.
La fatica da AI però è sempre in agguato. Trovo frustrante per esempio vedere il “Crea” con l’emoji della banana ogni volta che uso la funzione Circle to search, come se volessi costantemente generare immagini AI; creare un riepilogo con l’intelligenza artificiale nell’app Pixel Weather poi richiede più tempo che consultare i dati del meteo in autonomia.
In generale, gli aspetti positivi superano di gran lunga quelli negativi e questo fa del Pixel 10a uno dei migliori smartphone sul mercato indipendentemente dal budget. A meno che non detestiate il modo in cui Google raccoglie i dati e le funzioni AI del colosso: in questo caso, aspettate qualche mese per installare GrapheneOs e de-googlare del tutto il vostro telefono.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.


