da Hardware Upgrade :

Allarme in casa Google. Le capacità e le potenzialità del chatbot ChatGPT di OpenAI (qui spieghiamo cos’è e come funziona) stanno preoccupando i vertici del motore di ricerca, peraltro alle prese – più precisamente la controllante Alphabet – con un’ondata di 12mila licenziamenti.

Secondo il New York Times, Google ha deciso di accelerare sull’intelligenza artificiale tanto che entro l’anno dovrebbe fare una dimostrazione di una versione del motore di ricerca con funzionalità chabot integrate. Sarebbero oltre 20 i progetti basati sull’IA in sviluppo presso Google.

Solo poche settimane le indiscrezioni riportavano di vertici molto più cauti, dubbiosi che un’integrazione troppo rapida dell’AI nei prodotti potesse creare un danno reputazionale alla società. Le cose, però, sembra siano cambiate molto rapidamente dopo che ChatGPT è diventato un argomento virale in queste prime settimane dell’anno e si sono susseguite notizie molto concrete sull’intenzione di Microsoft di integrarlo in diversi prodotti.

Al momento non c’è un periodo specifico per la dimostrazione del nuovo Google potenziato con le funzionalità chatbot, mentre gli altri progetti dovrebbero essere annunciati durante l’annuale evento I/O a maggio. La demo in questione mostrerà un nuovo Google capace di dare priorità “alle notizie vere, garantendo la sicurezza e cancellare la disinformazione”. Gli sviluppatori sarebbero impegnati ad accelerare i processi di revisione in grado di assicurare che la tecnologia funzioni in modo equo ed etico, un grande problema dell’IA emerso negli anni passati perché addestrate con informazioni zeppe di pregiudizi (i cosiddetti “bias”).

Tra gli altri prodotti in cantiere, Google avrebbe uno strumento per creare e modificare immagini, apparentemente una sorta di concorrente di DALL-E, sempre di OpenAI. Si parla anche di un’app per testare prototipi di nuovi prodotti, e un tool chiamato MakerSuite che altre aziende potranno usare per creare prototipi AI dal browser. Google starebbe anche mettendo a punto uno strumento chiamato PaLM-Coder 2 in grado di generare codice – simile a GitHub Copilot di Microsoft – e un altro tool in grado di favorire la creazione di app per smartphone chiamato Colab + Android Studio.

La tensione in casa Google si taglierebbe a fette, tanto che il quotidiano statunitense riporta che i due fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, sarebbero tornati a rimettere le “mani in pasta” dopo essersi defilati negli anni passati. Il NYT afferma che avrebbero “offerto consigli” ai vertici, approvato piani e proposto idee durante un incontro il mese scorso con i dirigenti per parlare di ChatGPT. Un coinvolgimento che sarebbe stato espressamente richiesto dal CEO di Google e Alphabet Sundar Pichai.

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