Grazie al telescopio spaziale James Webb è stata migliorata la chirurgia oculare LASIK

da Hardware Upgrade :

Il telescopio spaziale James Webb ha iniziato la sua prima campagna di osservazioni solo da poche settimane, ma già sta producendo risultati interessanti oltre che immagini molto belle (anche per i non-addetti ai lavori). Per esempio è stata osservata Earendel, la stella più lontana conosciuta, oppure una galassia di 13,4 miliardi di anni che ci avvicina a ciò che successe dopo il Big Bang. Ma il JWST ha contribuito alla vita di molte persone, anche prima di essere lanciato.

jwst chirurgia laser

In molti sapranno che al telescopio spaziale Hubble, poco dopo il lancio negli anni ’90, venne riscontrato un problema allo specchio primario. Questo elemento fondamentale, per un problema produttivo, aveva un’aberrazione lievissima ma sufficiente a non fargli avere le prestazioni attese. Alcune delle tecniche sviluppate per rendere le immagini più nitide sono state poi “trasferite” al mondo della medicina e in particolare alle mammografie permettendo di identificare calcificazioni più piccole e quindi intervenire precocemente per i tumori al seno. Una situazione simile, ma non uguale, è accaduta anche nel caso del telescopio spaziale James Webb.

Il telescopio spaziale James Webb e la chirurgia oculare

Secondo quanto riportato dalla NASA, ancora prima che il JWST fosse lanciato, parte della sua tecnologia è stata impiegata per migliorare la tecnica LASIK per la chirurgia oculare. In particolare il sistema di analisi per gli specchi del telescopio spaziale è stato poi rivisto e utilizzato nello strumento chiamato iDesign Refractive Studio realizzato da Johnson & Johnson Vision (divisione della società tecnologica-farmaceutica statunitense).

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La capacità e la precisione di effettuare misurazioni precise per l’occhio dei pazienti mappando le imperfezioni e la curvatura della cornea. Grazie alla diffusione dello strumento è stato possibile effettuare più di 18 milioni di procedure LASIK in tutto il Mondo risolvendo i problemi di vista a moltissime persone.

La storia nasce grazie a un sub-appalto della NASA alla società WaveFront Sciences. Quest’ultima aveva il compito di realizzare un sistema per misurare le deviazioni negli specchi del telescopio spaziale James Webb durante i processi di rettificazione e lucidatura. Del resto non si voleva avere lo stesso problema accaduto a Hubble (anche perché Webb si trova a 1,5 milioni di km). Un uomo in particolare, Kristian Santana (che ora lavora alla Johnson & Johnson) ha permesso di arrivare al risultato sperato.

jwst

Alcuni algoritmi sviluppati da WaveFront Sciences per il JWST sono stati poi inseriti nel Complete Ophthalmic Analysis System (un modello commerciale). Dopo alcuni anni, quegli stessi algoritmi sono finiti nel iDesign Refractive Studio che è stato approvato dall’FDA nel 2018 (prima ancora che il telescopio fosse lanciato). Ancora una volta quindi la tecnologia impiegata nello Spazio ha avuto ricadute effettive sulla vita (e sulla vista) delle persone.

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