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Guerra in Iran, le 5 grandi incognite del nuovo conflitto di Donald Trump

di webmaster | Mar 3, 2026 | Tecnologia


Più di recente, l’Iran è stato spesso un avversario americano anche nel cyberspazio, dove – pur senza la sofisticazione mostrata dalla Russia o dalla Cina – è “bravo a trovare il modo di massimizzare l’impatto delle proprie capacità“, afferma Jeff Greene, ex vicedirettore esecutivo della sicurezza informatica del Cisa, l’agenzia statunitense per la cybersecurity. In particolare, da Teheran è partita una serie di attacchi di tipo Ddos contro istituzioni di Wall Street, che hanno preoccupato i mercati finanziari; senza dimenticare l’offensiva del 2012 a Saudi Aramco e alla qatariota Rasgas, tra i primi distruttivi cyberattacchi contro infrastrutture.

Oggi l’Iran sta sicuramente valutando quali di questi strumenti, reti e operatori utilizzare per rispondere e dove, esattamente, indirizzare questa risposta. Visti i trascorsi del paese sul fronte delle campagne terroristiche e degli attacchi informatici, non c’è motivo di pensare che le opzioni di ritorsione dell’Iran siano limitate ai soli missili, o addirittura al Medio Oriente.

Come finirà?

C’è un aneddoto mai confermato su una presunta conversazione avvenuta negli anni ‘70 tra l’allora segretario di Stato americano Henry Kissinger e un leader cinese, Mao-Tse Tung o Zhou Enlai stando alle voci. Quando gli fu rivolta una domanda sull’eredità della rivoluzione francese, il leader cinese disse che era “troppo presto” per esprimersi. Anche se con ogni probabilità non è mai accaduto, l’aneddoto è utile per parlare di una verità più grande, in particolare per società antiche come l’impero persiano: la storia ha una coda lunga.

Per quanto Trump (e il mondo) possano sperare che questa primavera la democrazia arrivi in Iran, la valutazione ufficiale della Cia di febbraio sosteneva che se fosse stato ucciso, Khamenei sarebbe stato probabilmente sostituito da esponenti della frangia più dura delle Guardie rivoluzionarie islamiche. Le rappresaglie iraniane contro altri obiettivi in Medio Oriente, proseguite nonostante la morte di molti alti funzionari del regime, hanno frustrato la speranza che il governo fosse prossimo al collasso.

La storia dell’Iran dopo la seconda guerra mondiale ruota senza dubbio intorno a tre momenti e alle intersezioni con la politica estera americana: il colpo di stato della Cia del 1953, la rivoluzione del 1979 che ha destituito lo scià e ora gli attacchi statunitensi del 2026 che hanno ucciso il leader supremo. “Se si dovesse fare un elenco di quella manciata di rivoluzioni che hanno stimolato un cambiamento su scala veramente globale nell’era moderna, che hanno causato un cambiamento di paradigma nel modo in cui funziona il mondo, alle rivoluzioni americana, francese e russa si potrebbe aggiungere quella iraniana“, scrive Scott Anderson nel suo recente bestseller King of Kings, che racconta proprio la caduta dello scià.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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