Guida al cielo di novembre: occhio al transito di Mercurio sul Sole


Ecco i panorami spaziali previsti per le prossime settimane, dall’attesissimo passaggio del piccolo pianeta davanti alla nostra stella fino agli sciami meteorici dell’autunno inoltrato

Tra il primo e l’ultimo giorno di novembre la notte si dilaterà di circa un’ora: il Sole lungo il corso del mese sorge sempre più tardi e tramonta in anticipo (a fine mese, più o meno alle 16.42), regalando agli appassionati di astronomia sempre più tempo per dedicarsi all’osservazione della volta celeste d’autunno. Il cielo, dal canto suo, non lesinerà di intrattenimenti, sia per chi punta a riconoscere le costellazioni e i pianeti che per chi non vede l’ora di assistere a qualche fenomeno un po’ fuori dal comune.    

Come abbiamo fatto per i mesi passati (qui l’agenda di ottobre, per esempio), ecco i nostri suggerimenti per orientarvi con lo sguardo a spasso nel Cosmo anche per le prossime settimane, grazie ai riferimenti dell’Unione atrofili italiani, dello Space telescope science institute e delle immancabili Nasa ed Esa. Protagonista indiscusso, stavolta, nientemeno che il più piccolo tra i pianeti del nostro circondario. 

Mercurio in primo piano

È il pianeta meno massiccio del Sistema solare, eppure nella prima metà del mese sarà proprio Mercurio a dare spettacolo: lunedì 11 novembre, infatti, andrà in scena il suo attesissimo transito davanti al disco solare. Cosa significa? Che lo vedremo stagliarsi tra noi e il Sole, un puntino scuro in viaggio davanti alla luce abbagliante della nostra stella (qui un’animazione per rendere meglio l’idea). Succede molto raramente: il prossimo evento di questo tipo è previsto per il novembre 2032.

(Animazione del transito di Mercurio davanti al disco solare, il prossimo 11 novembre. Credit: LarryKoehn via Vimeo)

Meteo permettendo, sarà visibile nella sua versione integrale, cioè dall’inizio alla fine, dal Centro e Sud America, mentre in Europa, grossa parte del Nord America, Medio Oriente e Africa a partire dalle prime ore del pomeriggio fino al tramonto. In Italia l’orario del primo contatto, cioè del momento in cui il pianeta apparirà sulla circonferenza esterna del disco solare prima di iniziare ad attraversarlo è alle 13.35.  

(Mappa dell’osservabilità del transito di Mercurio dalle diverse regioni della Terra. Credit: Xavier M. Jubier)

Sarà necessario munirsi di telescopio o binocolo per percepire la figura del piccolo pianeta davanti al Sole, ma attenzione: è fondamentale proteggere opportunamente gli occhi con filtri solari (allo stesso modo che durante le eclissi solari), pena danni permanenti alla vista. Mai e poi mai guardare il Sole attraverso un telescopio o un binocolo senza filtri adeguati. 

È possibile che anche nella vostra città siano previsti eventi per l’osservazione pubblica e conferenze sul tema: fate un giro sui siti o i social delle associazioni astrofile locali o sulla home page degli osservatori della vostra regione per essere aggiornati. 

Gli altri pianeti del Sistema solare

Le prime ore delle serate di novembre lasciano sempre più spazio a Venere, il cui intervallo di osservabilità migliora rispetto al mese precedente mentre si sposta nel corso delle settimane dalla costellazione dello Scorpione a quella del Sagittario, passando per l’Ofiuco. La sua luce è molto intensa e per riconoscerla basta volgere lo sguardo sull’orizzonte a ovest al calar del Sole, fino a massimo un’ora e mezza dopo il tramonto. Nel cielo serale fa la sua comparsa anche Saturno, all’interno della costellazione del Sagittario. È visibile a occhio nudo, ma per cogliere il dettaglio degli anelli è necessario munirsi di un buon telescopio. 

A chiudere il cerchio dopo il tramonto troviamo poi Giove, basso sempre sull’orizzonte occidentale, mentre si sposta dalla costellazione dell’Ofiuco al Sagittario. Il gigante gassoso sarà al centro della scena a fine mese, il 24 novembre, quando si troverà in congiunzione con Venere. Sintonizzatevi all’imbrunire, subito dopo le 17.00, e scrutate in basso dentro la costellazione del Sagittario: le due luci più brillanti sono i due oggetti che cercate. 

(La congiunzione tra Giove e Venere del 24 novembre. Simulazione via Stellarium by Alice Pace)

Tra gli attori del cielo mattutino ritroviamo invece Marte, con la sua luce calda, sempre più in anticipo sull’alba a sud-est, poco sopra l’orizzonte, mentre si sposta all’interno della costellazione della Vergine in direzione della Bilancia.

Panoramica tra le costellazioni

Oltre a quelle già citate, le notti di novembre offrono l’opportunità di osservare alcune tra le costellazioni più interessanti della volta celeste. Subito dopo il tramonto fanno la loro apparizione i lasciti del cielo dell’estate, con il triangolo luminosissimo delineato da Altair, Vega e Deneb, rispettivamente ai vertici delle costellazioni dell’Aquila, della Lira e del Cigno. 

Nello stesso frangente, nel cielo meridionale possiamo riconoscere il Capricorno e l’Acquario e, continuando verso sud-est, la costellazione dei Pesci e quella, piccolissima, dell’Ariete. 

(Costellazioni del mese di novembre. Simulazione via Stellarium by Alice Pace)

Proprio sopra all’Ariete, ecco la maiuscola costellazione del Triangolo: se la vostra osservazione non è troppo disturbata da luci e avete a disposizione un telescopio o almeno un buon binocolo, vi ritroverete il bagliore della galassia del Triangolo (detta anche M33), una spirale di stelle a circa tre milioni di anni luce da noi molto studiata dagli astronomi e molto ricca di astri in via di formazione. 

(La galassia del triangolo. Credit: Francesco Antonucci, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

Volgendo lo sguardo a est, la luminosità di Sirio, l’astro più brillante della volta celeste, catturerà l’attenzione verso la costellazione del Cane maggiore. Poco più su e a destra, ecco invece la figura di Orione, con la sua supergigante rossa Betelgeuse e, a sinistra il Cane minore, la cui stella più brillante è chiamata Procione: queste tre stelle formano il cosiddetto triangolo invernale, una figura facilmente identificabile nel nostro emisfero nel corso della stagione fredda (Sirio ne è il vertice più a sud). L’area al suo interno è occupata dalla costellazione dell’Unicorno (Monoceros, nella figura), di debole visibilità ma allo stesso tempo contenente un bel tratto del piano della Via lattea e quindi popolata in profondità da molte stelle e altri oggetti. 

(Le stelle del triangolo invernale. Simulazione via Stellarium by Alice Pace)

A nord, come sempre invece troviamo l’Orsa maggiore e l’Orsa minore, con la Stella polare a segnare con precisione il punto cardinale. 

Meteore d’autunno

Come ogni mese, ecco anche qualche consiglio per la caccia alle stelle cadenti. Tra il 6 e il 9 novembre, in particolare, è il turno delle Tauridi, uno sciame meteorico non particolarmente intenso generato dal passaggio della Terra in una regione popolata dai detriti della cometa Encke e residui di asteroidi. 

Tra il 17 e il 19 novembre, invece, è il momento delle Leonidi, che hanno origine dalla scia di resti dispersi nello Spazio dalla cometa Tempel-Tuttle. Vanno cercate a notte inoltrata, ma purtroppo quest’anno la loro pioggia sarà offuscata dalla presenza della Luna, quasi piena a quel punto del mese.

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