Guida galattica per autostoppisti, 5 cose dei libri che vorremmo nella serie


La piattaforma Hulu si appresta a produrre un adattamento in serie del cult letterario di Douglas Adams. Ecco quali sono gli elementi che non possono mancare in questa nuova versione

Hulu svilupperà un adattamento televisivo di Guida galattica per autostoppisti, l’esilarante, bizzarra e geniale odissea fantascientifica e umoristica su un ometto inglese alla prese con la distruzione della Terra per… far posto a un’autostrada spaziale. Questo buffo capolavoro del 1980 firmato da un autore di culto, il britannico Douglas Adams, ha già avuto una trasposizione seriale in grado di mantenere i toni e il registro di un’opera di difficile traduzione (nel 1981) che dimostrò come lasciare soddisfatti gli estimatori di romanzi di culto fosse un’impresa veramente titanica, quando si tratta di riletture cinematografiche o televisive. Le aspettative sono alte, il timore di una delusione moderato: ecco le cose della fonte letteraria che speriamo finiscano nella serie del canale streaming Hulu.

1. Gli asciugamani

Chi scrive, potete crederci o meno, ha l’abitudine di aggirarsi per casa con un asciugamano al collo, che sia inverno o estate. La grande letteratura dispensa saggezza e grandi rivelazioni sulla vita, in particolare gli scritti di Adams insegnano a portare sempre con sé un asciugamano (ha usi infiniti, pensateci). Nella Guida il protagonista Arthur Dent è l’inglese medio e insicuro che viene tratto in salvo prima che il pianeta venga asfaltato (letteralmente) e impara ad apprezzare le mille utilità di questo prezioso oggetto.

È così fondamentale da meritare una giornata a esso dedicata (il Towel Day o Geek Day si celebra il 25 maggio) e auspichiamo di vedere asciugamani (di cui viene fatto un uso divertente e originale in linea con lo spirito di Adams) ovunque nella versione seriale, impiegati nei modi più ilari e disparati.

2. La tristezza infinita di Marvin

Presente la canzone Android Paranoid dei Radiohead? Si ispira a Marvin, l’androide paranoico uso ad appestare con le sue lamentele l’equipaggio dell’astronave che accoglie Arthur dopo la scomparsa della Terra. Marvin è un robottino prodotto con un programma che simula le emozioni umane, tuttavia la sua personalità si limita a comprendere solo lo spettro dei sentimenti che provocano tristezza infinita, depressione, pessimismo e bisogno di prodursi in rimostranze continue.

Nei romanzi di Adams la presenza di Marvin provoca l’inesorabile deperimento delle funzioni dei computer di bordo dei vascelli spaziali, che finiscono puntualmente per suicidarsi. Vorremmo vedere (e sentire: nella versione cinematografica del 2005 aveva la voce, profonda e molto riconoscibile, del compianto Alan Rickman) Marvin nella serie al suo massimo, il più molesto e angosciante possibile.

3. Le poesie Vogon, il capodoglio e altri capisaldi

La guida (il cui titolo originale, nonché quello che avrà la serie, è The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy) è un tripudio, capitolo dopo capitolo, di esilaranti situazione nonsense, di humour britannico e di personaggi assurdi. Tuttavia, ci sono alcuni capisaldi della mitologia letteraria che non vorremmo mai veder soccombere nell’inevitabile lavoro di cernita e adattamento delle parti dell’opera.

Tra queste, la declamazione delle orribili poesie dei Vogon (tristissimo popolo in balia della burocrazia), il monologo del capodoglio in caduta libera con il vaso di petunie, la rappresentazione dell’ebook della guida con la scritta “Niente Panico!” sulla copertina, la scena della rivelazione che risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto è “42”.

4. Easter egg e citazioni

Le saghe cinematografiche degli Avengers e della Justice League sono solo le ultime trasposizioni in ordine di tempo ad avere fatto degli Easter egg e delle citazioni in generale un elemento fisso della propria produzione e uno dei fattori che rendono più intrigante e vivace la fruibilità da parte dello spettatore più ferrato sull’argomento. Anche la Guida si presta a questo processo, in particolare ambiremmo a vedere qualche strizzata d’occhio a Dirk Gently (il personaggio dell’investigatore olistico protagonista, tra l’altro, di due adattamenti seriali) disseminati qua e là e il cameo degli attori che parteciparono al film del 2005 come Martin Freeman, Sam Rockwell e Stephen Fry.

5. Zaphod Zaphod Zaphod

Zaphod Beeblebrox è il Presidente della galassia, una figura totalmente inutile e priva di potere che incarna la figura del politico superstar vanesio, tronfio e superfluo. Tuttavia, Zaphod è anche l’inventore dell’alcolico più potente dell’universo, il Gotto esplosivo pangalattico, nonché il personaggio più esplosivo e strano della narrativa adamsiana.

Sam Rockwell ne aveva fornito una versione memorabile nel film trasposizione del 2005, confidiamo che un cast azzeccato serva a restituire allo spettatore lo stesso livello di intrattenimento doppio (come due sono le teste sul corpo, munito di tre braccia, di Beeblebrox).

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