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Da Wired.it :

Le interazioni di Ackerson con Master Chief sono quasi sempre conflittuali, perché quest’ultimo è forte di un idealismo, un altruismo e un senso della giustizia inespugnabili mentre per Ackerson conta salvare la faccia (e la pelle). In più, Master Chief è intoccabile: non solo è idolatrato dai commilitoni ed è il soldato più forte dell’Unsc, ma è anche il Prescelto della situazione, essendo misteriosamente collegato alle keystone. La trama della seconda stagione reitera il percorso della prima, nella quale Master Chief è il detentore della verità e affronta le menzogne, l’omertà e la diffidenza dei leader politici e militari per rivelarla, ma è più semplice e lineare. La prima parte, come annunciato dai trailer, culmina in un evento cruciale dei videogiochi, e lo fa con le migliori coreografie belliche – realistiche, tese e drammatiche – del piccolo schermo. Il lavoro degli stunt e quello dei responsabili degli effetti speciali si sposano felicemente. Tuttavia, Halo è una serie umanista, che indaga i limiti degli ideali, del senso di giustizia, della lealtà, dell’amore e del sacrificio dell’uomo attraverso la figura di Master Chief. Halo è e sempre sarà Johncentrica, e per fortuna dentro l’impenetrabile armatura di titanio del mastodontico Spartan c’è il bravo Pablo Schreiber. Tramite il suo personaggio, lo show predica tutto quello che ai fanatici dei giochi di guerra – veri o ludici – non piace, a partire dl concetto che un soldato non deve obbedire ciecamente e distruggere il presunto nemico senza giudicare da sé cosa è giusto e sbagliato.



[Fonte Wired.it]