Hello Kitty nei guai in Europa


Multa della Ue alla società che ne detiene i diritti, la giapponese Sanrio. Per 11 anni ha limitato la vendita tra diversi Paesi europei. Imponendo ai consumatori di trovare i prezzi convenienti per giochi e merchandising

Hello Kitty (Crediti: Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Problemi in Europa per Hello Kitty. La gattina più famosa del mondo è stata multata per 6,2 milioni di euro. La Commissione europea ha sanzionato Sanrio, la società giapponese che ne detiene i diritti, per aver vietato ai commercianti di vendere prodotti concessi in licenza ad altri Paesi all’interno dell’Unione.

Sanrio ha di fatto introdotto restrizioni alle vendite transfrontaliere di prodotti di merchandising con licenza – tazze, borse, lenzuola, articoli di cancelleria, giocattoli – raffiguranti i personaggi Hello Kitty.

Ma anche altri personaggi di proprietà di Sanrio come My Melody, Little twin stars, Keroppi o Chococat.

L’indagine dell’Antitrust europeo ha preso avvio nel giugno 2017. Oggetto delle verifiche proprio le pratiche di concessione di licenze e di distribuzione adottate da Sanrio. Il fine era quello di verificare che l’impresa non avesse imposto ai commercianti restrizioni illegali per limitare le possibilità di vendite transfrontaliera e online di prodotti soggetti a licenza all’interno del mercato unico della Ue.

Il verdetto

Dopo due anni, è arrivata la conclusione dell’indagine. Che ha rilevato che gli accordi di licenza non esclusivi di Sanrio violavano le regole di concorrenza dell’Ue. Sanrio ha imposto una serie di misure dirette che limitano le vendite fuori dal territorio da parte dei licenziatari. Come le clausole che vietano esplicitamente le vendite, gli obblighi di riferire gli ordini per le vendite fuori territorio a Sanrio. E le limitazioni alle lingue utilizzate sui prodotti di merchandising.

Sanrio ha anche messo in campo una serie di misure che indirettamente incoraggiavano il rispetto delle restrizioni extra-territoriali. Dallo svolgimento di audit, al mancato rinnovo dei contratti se i licenziatari non rispettavano le restrizioni.

Alla luce di questi fatti, la Commissione ha quindi concluso che le pratiche illegali di Sanrio, iniziate 11 anni fa, ovvero dal primo gennaio 2008 fino al 21 dicembre 2018, hanno separato il mercato unico. Impedendo ai licenziatari in Europa di vendere prodotti transfrontalieri, a scapito del consumatori.

La decisione odierna conferma che ai commercianti che vendono prodotti con licenza non può essere impedito di vendere prodotti in un altro Paese. Il che comporta una minore scelta e prezzi potenzialmente più elevati per i consumatori. Ed è contrario alle norme antitrust dell’Ue”, ha spiegato il commissario Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza. E ha aggiunto: “I consumatori, che comprino una tazza Hello Kitty o un giocattolo Chococat, possono ora trarre il massimo vantaggio da uno dei principali vantaggi del mercato unico: la possibilità di acquistare in Europa per le migliori offerte”.

La collaborazione

Sanrio ha deciso di collaborare con la Commissione, al di là di obblighi giuridici. In particolare ha fornito le informazioni che hanno consentito di stabilire la durata prolungata dell’infrazione. Riconoscendo espressamente i fatti e le violazioni delle regole di concorrenza. La Commissione ha quindi deciso di concedere a Sanrio una riduzione dell’importo del 40%. Le multe imposte alle società che violano le norme Antitrust dell’Ue sono versate nel bilancio generale comunitario. Contribuiscono quindi a finanziare l’Unione e a ridurre l’onere per i contribuenti.

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