Hong Kong ha ritirato la controversa legge sull’estradizione


Il provvedimento è all’origine delle proteste che vanno avanti da 13 settimane. Secondo l’attivista Joshua Wong la misura è però arrivata troppo tardi e non basta più

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(foto: Anthony WALLACE / Afp / Getty Images)

La governatrice di Hong Kong Carrie Lam ha annunciato in un messaggio pre-registrato e trasmesso sulla Tv nazionale di aver ritirato in via definitiva la legge sull’estradizione, quella che aveva scatenato le proteste.

Se il provvedimento fosse stato approvato, le persone residenti nell’ex colonia britannica sospettate di reati gravi avrebbero rischiato di essere perseguite penalmente in altri Paesi, come la Cina, e di essere condannate a pene molto più gravi. Secondo i suoi detrattori, però, avrebbe soprattutto permesso a Pechino di avere una scusa per mettere a tacere i dissidenti politici e aumentare la sua influenza nel governo locale.

Una nuova strategia?

La mossa di Lam era stata anticipata questa mattina da un’esclusiva di South Cina Morning Post, un giornale di Hong Kong pubblicato in inglese, ed è in un certo senso inaspettata.

Da un lato, infatti, rappresenta una concessione nei confronti dei manifestanti: il ritiro della legge è una delle loro cinque richieste. Le altre sono l’avvio di un’inchiesta indipendente sulle azioni della polizia; il rilascio delle persone che sono state arrestate; le dimissioni di Lam; l’introduzione di un vero suffragio universale.

Dall’altro segna un apparente cambio di passo nella strategia della Cina. Alcuni giorni fa Reuters aveva infatti scritto, citando alcune fonti anonime, che il 16 giugno scorso Lam aveva suggerito di ritirare il provvedimento ma Pechino aveva rifiutato, intimandole di non fare alcun tipo di concessione. Lam non aveva né confermato, né smentito.

Oggi, 4 settembre, la governatrice ha anche annunciato che istituirà una specie di commissione d’inchiesta per fare luce sulle proteste. Chi ne farà parte, dovrà anche avanzare proposte per tornare alla normalità.

La reazione dei manifestanti

Contrariamente a quanto si può pensare, le persone che in questi giorni sono scese in strada non hanno accolto con entusiasmo l’apertura di Lam.

Joshua Wong, il leader del movimento di protesta noto come Rivoluzione degli ombrelli, che nei giorni scorsi era stato anche arrestato, ha scritto in un tweet che il ritiro delle legge è arrivato troppo tardi e non basta più. “L’intensificarsi della brutalità della polizia ha lasciato una ferita irreversibile in tutta la società di Hong Kong”, si legge in un thread. “Tutte le volte che [Lam] sembra mostrare segnali di pace, poi ci sono ulteriori strette sull’esercizio dei diritti civili”.

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