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Hormuz, per la fauna marina nello stretto non cโ€™รจ tregua dalla guerra

di webmaster | Apr 14, 2026 | Tecnologia


Un golfo che si rinnova lentamente

Il Golfo Persico รจ particolarmente vulnerabile perchรฉ non riesce a rigenerarsi facilmente.

Gli scienziati lo definiscono un mare a ricambio lento (slow-flush), che impiega tra due e cinque anni a rinnovare completamente le sue acque. Questo significa che i contaminanti โ€“ che si tratti di petrolio, carburante o detriti โ€“ possono persistere a lungo dopo lโ€™evento iniziale, diffondendosi sia in superficie sia sui fondali.

Bartholomew avverte che anche un solo sversamento di grandi dimensioni potrebbe avere conseguenze molto ampie: “Una grande fuoriuscita di petrolio nello stretto di Hormuz potrebbe contaminare le spiagge e compromettere gravemente i siti di nidificazione delle tartarughe, comprese isole come Sir Bu Nair”.

โ€œLe fuoriuscite di petrolio possono uccidere le tartarughe adulte e i serpenti marini, oltre a danneggiare gli habitat di nidificazione. Possono anche colpire mammiferi marini come i delfini gobba dellโ€™Indo-Pacifico nelle acque di Musandam [vicino allo stretto] e i tursiopi dellโ€™Indo-Pacifico, oltre a uccidere gli uccelli mariniโ€, afferma Bartholomew.

Il pericolo non si limita alla superficie. Gli squali balena che migrano stagionalmente nel Golfo attraverso lo stretto di Hormuz, soprattutto tra maggio e settembre, sono vulnerabili al petrolio galleggiante perchรฉ si nutrono in prossimitร  della superficie.

Bartholomew aggiunge inoltre che “anche se il petrolio in genere galleggia, tempeste e mare molto mosso possono mescolarlo e spingerlo a profonditร  maggiori, con possibili effetti negativi sui coralli nella regione dello stretto, dove la diversitร  corallina รจ la piรน alta del Golfo, soprattutto sul versante iraniano”.

Lโ€™inquinamento superficiale puรฒ alterare il comportamento degli animali anche in modi inattesi. Le chiazze di petrolio creano zone dโ€™ombra sulla superficie dellโ€™acqua, simili ai dispositivi di aggregazione che attirano naturalmente i piccoli pesci. Questo puรฒ richiamare altri animali โ€“ tra cui tartarughe, squali e uccelli marini โ€“ nelle aree contaminate, esponendoli alle tossine e aumentando il rischio di ingerire petrolio o esserne ricoperti.

Nelle aree costiere poco profonde, dove si concentra la biodiversitร , anche piccoli sconvolgimenti possono innescare effetti a catena nellโ€™intero ecosistema. E il recupero รจ spesso lento, quando avviene.

Quando la luce scompare

Per i dugonghi, la minaccia รจ meno visibile ma non per questo meno grave. Questi animali dipendono dalle praterie di fanerogame marine, che per crescere hanno bisogno della luce del sole.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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