Un tempo tornare a camminare era un obiettivo complesso per chi subiva amputazioni. Ma la storia dell’ingegnere e arrampicatore statunitense dimostra che la tecnologia corre più veloce dell’uomo

Grazie alla tecnologia, l’approccio alla realtà e alle sue possibilità è cambiato per tutti. Ma per chi, come Hugh Herr e molti altri, ha subito un’amputazione, lo sviluppo tecnologico è anche la via per ritornare a una piena funzionalità del corpo.

In questo episodio di Cyborg Nation, Herr racconta la sua straordinaria storia (è noto anche per i suoi epici interventi Ted): scalatore fin da giovanissimo, perse entrambe le gambe in un incidente in montagna (ma non la voglia di innovare, che si erà già manifestata in tenera età). Alla guida del Biomechatronics group del Mit Media Lab , lavora costamente per creare protesi che non solo consentano di riprendere le normali attività, ma di farlo con la massima naturalezza grazie al biomimetic design approach. Non si tratta solo di tornare a camminare, ma anche di farlo con un’andatura, un equilibrio e una velocità che nulla hanno da invidiare a quanto fatto prima, grazie alla capacità di replicare per via tecnologica la profonda conoscenza del movimento umano e del suo controllo.

Ma l’obiettivo di Herr è ancora più ambizioso, come rivela a fine video e guarda a un superamento generale della disabilità stessa.

 

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