Nel caso non fosse chiaro, lo ribadiamo; รจ un peccato non vedere Humint sul grande schermo. Il film prodotto da New – Next Entertainment World (la stessa casa di Train to Busan, New World e The Childe) si meritava il giro dei festival e un passaggio cinematografico, avvenuto in Asia ma non in Occidente, dove รจ stato immediatamente acquisito da Netflix. ร diretto da Ryoo Seung-Wan, il cosiddetto Tarantino coreano, veterano dei festival (da Cannes a Berlino, da Toronto a Londra), seguace sfegatato del cinema di Hong Kong che ha (ri)definito i codici del genere action coreano come il revenge No Blood No Tears (2002), i polizieschi The Unjust (2010) e Veteran 1 e 2 (2015 e 2024), il bellico The Battleship Island (2017), lโaction politico Fuga da Mogadishu (2021) e il criminal Smugglers (2023). Degli ultimi tre suoi lavori, Humint incluso, il protagonista รจ Zo In-sung, attore elegante e altero che con il fenomenale ed eclettico Park Jung-min forma un duo memorabile degno di The Killer (nota estemporanea: proprio in questi giorni su Netflix รจ in classifica anche il remake americano del cult di John Woo).
Humint รจ ambientato ai giorni nostri ma ha il fascino suggestivo di una spy story degli anni della Guerra fredda. Se non fosse per smartphone e altre tecnologia, ambientazione, scenografie, fotografia e vibe evocano gli anni โ40 e โ50. In unโatmosfera nebbiosa e rarefatta che sembra calata nelle notti bianche dostoevskiane si muovono figure spietate e senzโanima. Un paio di loro, i due antieroi protagonisti, celano anime piene di passione e furore. Gli interpreti dedicano un certo sforzo nel lasciar trapelare, dietro agli sguardi e alle azioni da duri, lโanelito alla giustizia di Zo e la disperazione sentimentale di Park, ed รจ questa passione non verbalizzata, che nel caso del secondo sfocia nel romanticismo estremo, a contraddistinguere questa altrimenti algida spy story. Al centro di Humint c’รจ una storia d’amore contrastata, impossibile e tragica e anche per questi a qualcuno ricorderร un capolavoro degli anni ’80, Gorky Park. Shin Se-kyung che ha sostituito la kpop idol Nana, tornando a un ruolo da protagonista di un film dopo diversi anni, con una parte molto piรน difficile di quanto appare: in apparenza un personaggio meramente strumentale โ รจ la chiave della missione โ deve essere convincente come the woman to die for. E ci riesce, con la sua sommessa e stoica grazia, la bellezza che i trafficanti definisco Grade A+ e la lealtร incrollabile che dedica, rischiando la vita, a un amato che non รจ piรน nella sua vita da anni.



