I 10 effetti speciali e visivi più realistici della storia del cinema


Non i più clamorosi ma quelli che reggono ancora oggi. Non per forza quelli al computer ma quelli che rendono reale l’irreale

L’effetto visivo è quello che richiede un ritocco in post-produzione (digitale o meno), quello speciale è il trucco realizzato sul set. Entrambi sono finalizzati a rendere credibile l’incredibile, far apparire reale qualcosa di impossibile. In particolare il digitale da decenni ha come punto d’arrivo l’indistinguibilità dal vero, ricreare la realtà in maniera così fedele che sia impossibile distinguerla dal vero.

Il remake di Il re leone che  Disney ha rilasciato nelle sale italiane questa settimana punta esattamente a questo, a rimettere in scena la storia del film animato del 1993 come se fosse realmente accaduta (tra animali parlanti). Tutto è falso, dagli sfondi ai personaggi, ma è creato per apparire vero. Nulla è stilizzato, enfatizzato, caricato o sintetizzato, tutto è immaginato per apparire come un documentario del National Geographic. Non vuol dire solo che il pelo degli animali e il loro movimento è realistico ma che anche la qualità della luce è quella reale, i suoi toni e le sue sfumature lo sono come gli sfondi, le rocce o i fili d’erba.

Questo sforzo posiziona Il re leone forse al punto più alto di una ideale classifica (qui stilata per voi) dei film che nella storia del cinema più si sono avvicinati all’obiettivo di realizzare effetti speciali e visivi perfettamente realistici. La maggior parte delle volte l’artificio è visibile anche se ben fatto, in questi casi è perfetto.

10. Guerre stellari (1977)

Sono passati 42 anni eppure la maggior parte delle sequenze nello spazio reggono. Certo c’è stato negli anni ‘90 un restauro che ha aggiunto diverse parti in computer grafica che non erano state realizzate all’epoca, ma paradossalmente sono quelle che reggono meno. Tutta la parte realizzata con modellini è a tutt’oggi praticamente perfetta.

9. Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991)

All’epoca era pura avanguardia, ad oggi in molti punti l’effettistica lascia a desiderare. Tuttavia la perfetta integrazione dei ritocchi che rendono il T-1000 liquido e la maniera in cui riprese dal vero sono pesantemente modificate da dettagli digitali regge ancora perfettamente.

8. The Social Network (2014)

Ogni film di David Fincher è pieno di ritocchi digitali, sfondi fasulli e correzioni in post-produzione anche lì dove si ha l’impressione che non servirebbe o non si notano, anche per costruire o rendere dettagli che potevano essere realizzati sul set. Questo perché desidera avere il massimo controllo su ogni inquadratura e poterle mettere a punto con calma a riprese finite. In The Social Network però c’è uno dei migliori faceswap che si ricordino, quello grazie al quale Armie Hammer interpreta i gemelli Winkelvoss. In realtà c’erano due attori sul set, Armie Hammer e uno dalla corporatura simile alla sua, in post la sua faccia è stata sovrimposta su quella del secondo attore.

7. Vita di Pi (2012)

Quando lo si scopre si rimane di sasso. La tigre è finta. Nel film di Ang Lee il personaggio della tigre Richard Parker è creato interamente al digitale. Non in tutte le scene, in quelle in cui è ragionevolmente distante o chiusa in una gabbia è un vero animale addestrato con un domatore a gestirlo, ma per la maggior del tempo è creata in computer grafica. E quasi nessuno se ne accorge.

6. Un lupo mannaro americano a Londra (1981)

Trionfo degli effetti speciali. Nessun effetto visivo, nessuna post produzione, nessun matte painting (quando si sovrimpone uno sfondo finto ad un’immagine vera). John Landis gira la più incredibile delle scene di trasformazione in lupo mannaro con il massimo della luminosità (là dove tutti si aiutano con un po’ di penombra) e una quantità incredibile di dettagli, e lo fa dal vero, con soli trucchi di messa in scena. Sono protesi che si allungano, peli fasulli che vengono tirati in dentro e poi mandando al contrario le immagini sembrano crescere e via dicendo. C’era il mitologico Rick Baker agli effetti speciali e ancora oggi regge perfettamente.

5. 2001: Odissea nello spazio (1968)

Stanley Kubrick il maniaco della precisione se fa un film ambientato nello spazio fa di tutto perché ci sia effettivamente l’impressione realistica di essere nello spazio. Anche qui c’è una buona dose di effetti speciali realizzati sul set (la penna che fluttua è attaccata ad un vetro trasparente che viene fatto fluttuare), una buona dose di grandi modellini e un’incredibile dose di set costruiti davvero (la grande astronave rotante in cui gli astronauti corrono). Tutto è così minuzioso e artigianale che funziona oggi come ieri.

4. Jurassic Park (1994)

È il primo vero grande atto di fotorealismo digitale. Spielberg spinge tutto il cinema in avanti, compiendo un salto titanico. I suoi dinosauri sono in piccola parte realizzati in animatronic (cioè robottoni che si muovono un po’, come il triceratopo malato) e moltissimo in computer grafica (i velociraptor, il T.Rex, i brontosauri, i gallimimus…), la quantità e la qualità del lavoro e della fusione tra parti digitali e parti analogiche (la bocca e il muso del T.Rex erano analogiche per le scene ravvicinate) è impeccabile.

3. Avatar (2009)

È stato un grande passo in avanti per tantissimi aspetti. In primis la motion capture che di colpo ha fatto sembrare vecchissimo il lavoro pionieristico (e comunque molto buono) di Peter Jackson con il Gollum in Il signore degli anelli, ma poi anche per l’invadenza degli effetti speciali e per la creazioni di personaggi digitali antropomorfi, notoriamente la forma e il corpo che meglio conosciamo e quindi quello di cui più facilmente notiamo la falsità. In Avatar era stato raggiunto lo standard odierno, era già perfetto e ad oggi rimane ad un livello di espressività altissimo.

2. Avengers (2012)

Il fatto che non ci sia nulla di clamoroso inganna, eppure la grande battaglia di New York che chiude il film è un tour de force di vero e falso. Esisteva un set con palazzi distrutti (solo i primi piani) e macchine ribaltate, poi esteso in digitale ma la lunghezza, la qualità e la perfetta verosimiglianza fotorealistica di tutto quello che accade integrando veri attori, attori digitali in motion capture (Hulk), attori ibridi (Iron Man la cui faccia è di Robert Downey Jr. ma il cui corpo è falso) e poi mostri, creature, esplosioni, sfondi fasulli e veri, rimane un risultato che la stessa Marvel non ha doppiato. Ha creato lo spazio, ha creato interi mondi falsi ma non si è più misurata a questo livello con il fotorealismo.

1. Gravity (2013)

Il film che gli astrofisici odiano. È pieno di errori e falsità riguardo la leggi della fisica che regolano lo spazio, tuttavia visivamente è perfetto. Non ha una quantità di effetti paragonabile ad altri film della lista ma ha una capacità di immaginare lo spazio, ricostruirlo in maniera molto creativa, giocare con le nostre aspettative e mescolare il buio profondo alla luce quasi asettica dell’illuminazione spaziale incredibili. Pare fare tesoro di tutto il cinema che c’è stato e rilanciarlo in uno sforzo di fotorealismo che ha richiesto tecniche mai sperimentate prima, create da zero per questo film. In più era uno dei migliori 3D su piazza. Letteralmente unico.

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