I 10 lavori creativi del momento e come candidarsi


Un’agile guida per chi cerca lavoro nel mondo creativo: come presentarsi, a chi far conoscere il proprio portfolio, quali sono i distretti più vivaci, e, infine, chi cerca chi.

Fotografi di moda (Flaunter.com via Unsplash)
Fotografi di moda (Flaunter.com via Unsplash)

Creativi sì, ma non destrutturati. Quando si cerca lavoro ci sono binari da percorrere e indicazioni da seguire perché la ricerca abbia un lieto fine. Secondo lo Ied, Istituto europeo di design, ci sono dieci professioni, tra tutte quelle definite creative, più ricercate dal mercato del lavoro: accessories designer, jewelry designer, videomaker, graphic designer, illustratore, copywriter, art director, digital and content strategist, set designer (un fashion stylist dello spazio), user experience/interface designer.

Quando e come presentarsi

Non esiste un periodo migliore per candidarsi. Il ritmo lo decidi tu, ma devi esser sempre pronto”, dice Riccardo Balbo, direttore accademico Ied Italia: “Un consiglio: avere sempre il portfolio in una usb oppure online, magari in un sito protetto, così da mostrarlo all’azienda o all’agenzia creativa al momento giusto”. Lo conferma anche Vicky Gitto, presidente dell’Art Directors Club Italia (Adci).

Come viene valutato un portfolio

Sono le tre scale di valutazione di un portfolio, secondo Balbo. Per prima cosa deve saper mostrare chiaramente le competenze tecniche. “Se l’interlocutore capisce quali capacità ci sono, si ha qualche possibilità. Oggi c’è una competizione pazzesca”. Come secondo elemento sono richieste capacità progettuali, perché “non basta saper creare”. Come ultimo fattore è necessaria l’intraprendenza. Conta molto aver aperto una propria linea su internet o aver inserito la propria idea su una piattaforma di crowdfunding per cercare finanziamenti. “A tutto questo si devono aggiungere curiosità e ascolto, che sono fondamentali per osservare elementi che gli altri vedono come pezzi sparsi”, aggiunge il direttore.

Video editing (João Silas su Unsplash)
Video editing (João Silas su Unsplash)

Quali sono i distretti più vivaci

Le professioni creative, da una parte, si concentrano dove ci sono comparti industriali, come il designer di auto a Torino per l’automotive, la moda a Milano e Firenze, il calzaturiero nel centro il gioiello al Nord, l’accessorio a Roma, il tessile a Como. “Poi c’è l’altro modo di osservare le città cioè per numero di scambi: Milano è in prima fila per le opportunità che offre e per l’alto tasso di innovazione”, aggiunge Balbo.

Chi cerca chi

Il design dell’accessorio è uno dei comparti industriali più ricchi. “Oggi l’accessorio fattura più dell’abbigliamento. Sono molto interessati al designer di accessorio più che di moda generico” spiega Balbo: “Anche il car designer, legato all’altro grande settore dell’automotive, è richiestissimo più per lavorare sugli interni che non sull’esterno”.

Le aziende cercano anche creativi ad altro tasso di flessibilità con un percorso molto ibrido. Qualche esempio: essere esperto di grafica, ma conoscere anche l’animazione. Oppure: saperne di computer graphic per la progettazione degli avatar 3D e conoscere le nozioni di alcuni settori applicativi, come automotive, retail, fashion design, pubblicità interattiva.

Il terzo modello è uno sguardo ampio e questo è portato da professioni come designer della comunicazione o chi frequenta il corso di interior o di product design.Qui si deve saper dimostrare di avere dimestichezza con video, marketing, grafica e story telling, ma anche user experience, secondo un’ottica molto profonda”, conclude il direttore.

Creatività (foto: Kelly Sikkema su Unsplash)
Creatività (foto: Kelly Sikkema su Unsplash)

Il matching tra aziende e giovani

Per Gitto, che ha appena chiuso i battenti del Grande venerdì di Enzo, una giornata divenuta una consuetudine nel panorama creativo italiano per far incontrare giovani, agenzie di comunicazione e aziende, consiglia di selezionare pochi lavori ma buoni nel portfolio; di essere efficaci e puntuali nella presentazione, andando dritti al punto; di informarsi sull’interlocutore, sull’agenzia e sui clienti; di mantenersi aggiornati.

Gitto osserva che “il settore negli ultimi anni si è allargato in termini di possibilità di ingresso. Oggi c’è una infinità di figure professionali cosiddette creative”, dal social media manager ai creativi dei conenuti, a editor, registi e pr del digitale con una specializzazione sempre più granulare.

Come sta cambiando il mercato creativo

Oggi il settore si è modificato: rimangono le grandi multinazionali storiche, ma si è affiancata a queste una compagine, che fino a pochi anni fa non esisteva, di strutture che si occupano di innovazione, sviluppo di progetti di design, ideazione di app e siti di ecommerce o ricerche della analisi dato su determinata categoria merceologica. Il fulcro è Milano, ma ci sono esperienze di successo anche in Veneto e Sicilia.

Gitto suggerisce: “Il lavoro più grande che chi si immette in questo mondo deve fare è mapparlo: c’è un’Italia di società con talenti straordinari che fanno fatica a venire fuori. Bisogna ricreare mappe per orientarci perché il digitale le ha polverizzate”.

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