La seconda causa che più facilmente innesca i blackout della rete ĆØ rappresentata dalle proteste della popolazione. Nel 2025 si sono verificati 64 shutdown di questo tipo in 19 nazioni (tra cui Angola, Camerun, Iran, Giordania, Kenya, Libia), nel tentativo di reprimere il dissenso e giustificando le proprie azioni con la necessitĆ di āproteggere la sicurezza nazionaleā. Uno dei casi più importanti si ĆØ verificato in Togo, dove internet ĆØ stato inutilizzabile dal primo luglio al 5 settembre 2025, dalle 9 del mattino fino a mezzanotte, con lāobiettivo di reprimere le manifestazioni, indette per protestare contro la nuova costituzione nazionale, durante le quali sono state uccise almeno sette persone.
E poi ci sono i casi ā 12 nel corso del 2025 ā in cui gli shutdown sono stati messi in atto in vista delle elezioni. In Uganda, per esempio, le connessioni sono state bloccate durante le elezioni presidenziali che si sono tenute il 15 gennaio scorso e durante le quali il presidente Yoweri Museveni, che governa il paese dal 1986, ha ottenuto il settimo mandato.
Come impedire gli shutdown
Ć possibile fornire alla popolazione degli strumenti che non possono essere bloccati? āCon il netto aumento degli attacchi ai sistemi internet satellitari in orbita bassa (LEO), che aggravano ulteriormente molteplici crisi umanitarie nel mondo, ĆØ imperativo che governi, autoritĆ di regolamentazione, fornitori di servizi satellitari e istituzioni internazionali sviluppino processi di governance più solidi e inclusivi e sostengano e implementino soluzioni come la connettivitĆ satellitare direct-to-cellā, si legge per esempio nel report.
La connettività satellitare direct-to-cell è una tecnologia che consente ai normali smartphone di connettersi direttamente ai satelliti in orbita bassa, senza bisogno di dispositivi dedicati, garantendo copertura anche dove le torri cellulari non arrivano o sono state deliberatamente disattivate. Una soluzione che, se adeguatamente implementata, potrebbe rendere gli shutdown molto più difficili da imporre.
Un’altra innovazione che va in questa direzione ĆØ Bitchat, l’applicazione sviluppata da Jack Dorsey, cofondatore di Twitter, che consente di scambiare messaggi crittografati senza passare da internet, utilizzando esclusivamente il Bluetooth. I dispositivi che usano Bitchat formano una rete in cui ogni smartphone fa da ponte per i messaggi altrui, estendendo la portata fino a circa 200 metri. Il vantaggio, in scenari di shutdown, ĆØ che il Bluetooth ĆØ una connessione locale tra dispositivi, indipendente dalle infrastrutture di rete. Di conseguenza, per i governi diventa molto più difficile impedire le comunicazioni (ma ovviamente funziona solo se cāĆØ una certa densitĆ di persone che usano Bitchat nella stessa area).
Come recita il titolo del report KeepItOn, āla repressione in crescita incontra una resistenza globaleā. Una resistenza che inizia ad avere dalla sua parte nuovi strumenti tecnologici e una maggiore considerazione a livello istituzionale. In un mondo in cui internet ĆØ sempre più controllato, frammentato e disposto a piacimento da regimi autoritari (e non solo), la libertĆ di internet ĆØ però sempre più a rischio.


