da Hardware Upgrade :

Negli anni passati una valanga di schede video finita nelle mining farm, costrette a estrarre Ethereum (oggi passato alla PoS) e altre criptovalute al tempo remunerative anzich essere usate per il loro scopo primario, il gaming.

Lo sgonfiarsi del mercato delle criptovalute e del mining a esso collegato ha generato un effetto collaterale, specie in Asia e in Sud America: migliaia di schede video sono finite sul mercato dell’usato, ma anche in alcuni negozi rivendute come nuove. Gi, perch gli scaltri miner hanno iniziato a “camuffare” le schede video usate affinch sembrino nuove o meno usate di quanto non lo siano davvero.


Alcuni chip GDDR, come si vede, sono ingialliti

Una scheda video usata per minare messa costantemente sotto carico, in particolar modo le memorie, quindi acquistarla rappresenta un rischio perch potrebbe manifestare vari problemi di usuraderivantidall’impiego prolungato a temperature elevate. quindi decisamente istruttivo il video di un canale Youtube brasiliano (Iskandar Souza) che ha riassunto gli indizi che portano a capire che una scheda video stata usata pesantemente prima di finire nelle vostre mani.

Se la presenza di polvere, l’assenza di etichette, le viti graffiate, contatti ossidati e un PCB apparentemente scolorito sono segnali pi facili da individuare, ci sono altri elementi che dovrebbero far storcere il naso e purtroppo non sono evidenti a un primo sguardo perch si trovano sotto il dissipatore.


Esempio di chip riverniciato

Dall’analisi di alcune schede video emerso come il segno di un elevato uso si possa ritrovare guardando i chip di memoria, spesso scoloriti e caratterizzati da una tinta giallognola. Lo stesso avviene con le GPU, come evidenziato da un altro video del canale brasiliano Teclab, dove il PCB del chip appare di colore diverso rispetto a una nuova soluzione a causa dell’effetto del calore sulla resina epossidica.


Esempio di GPU ingiallita a causa del calore prolungato

Purtroppo, i miner si sono fatti furbi e stanno cercando di cancellare anche queste tracce: dal video si apprende che hanno iniziato a colorare con una speciale vernice termica i chip di memoria in modo che appaiono come nuovi. Allo Youtuber bastato grattare la superficie dei chip GDDR per far saltare la vernice e svelare il vero stato del chip. Un altro elemento che potrebbe indicare che la GPU stata usata per il mining la presenza di graffi sul chip, probabilmente legati a una risaldatura.

Ovviamente non automatica l’equazione “chip ingiallito = mining”, ma chi acquista di seconda mano a prezzi vantaggiosi o in negozi di dubbia provenienza nel mondo qualcosa che potrebbe voler verificare. Al contrario, chi compra prodotti ricondizionati da negozi o direttamente dagli AIB, deve sapere che GPU o chip di memoria rinsaldati sono assolutamente normali. Tuttavia, a differenza di questa nuova pratica dei miner, nessuno si mette a dipingere i chip per farli sembrare come nuovi.

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