Lāidea che abbiamo dei Neanderthal oggi ĆØ molto diversa da quella del passato: non più rozzi ominidi primitivi, ma piuttosto cugini ancestrali con un livello di raffinatezza tecnologica che rivaleggia con quello degli antichi Homo sapiens. Sappiamo infatti che avevano una dieta variegata, pratiche funerarie complesse e una storia di incroci con la nostra specie. Non ĆØ tutto: a quanto pare, avevano sviluppato anche pratiche mediche avanzate, comparabili con quelle utilizzate ancora oggi da alcune comunitĆ indigene. A suggerirlo ĆØ uno studio appena pubblicato su Plos One che ha confermato le proprietĆ antibatteriche del catrame di betulla, una sostanza utilizzata dai Neanderthal non solo come colla, ma con ogni probabilitĆ anche come disinfettante antibiotico per medicare le ferite.
Una tecnologia antica
Il catrame di betulla è una presenza comune nei siti archeologici neanderthaliani. Le ricerche hanno dimostrato che veniva utilizzato per assemblare strumenti, incollando ad esempio punte di pietra alle lance. Di recente, però, gli esperti hanno ipotizzato che venisse impiegato nella medicazione delle ferite, una pratica che si riscontra ancora oggi nelle tradizioni di alcune popolazioni indigene del Nord Europa e del Canada. Per verificare questa ipotesi, gli autori dello studio hanno analizzato le proprietà antisettiche della sostanza e quanto queste dipendano dal metodo di produzione.
Lāesperimento
Il catrame di betulla non si trova tal quale in natura. Per ottenerlo, i Neanderthal dovevano sottoporre la corteccia a un processo di distillazione a secco (pirolisi), riscaldandola in assenza di ossigeno. Unāoperazione complessa che richiede un controllo preciso delle temperature. I ricercatori hanno sperimentato tre metodi diversi ā tra cui l’uso di contenitori sigillati o anfore coperte d’argilla ā ritenuti compatibili con il livello tecnologico dell’epoca.



