I siti governativi e istituzionali statunitensi hanno un (serio) problema con il porno. A quanto pare, oltre a verbali e comunicazioni, negli ultimi giorni i siti ufficiali di amministrazioni e università si stanno popolando di file pdf che contengono guide per creare video porno con l’AI o che promuovono siti per adulti e investimenti fraudolenti in criptovalute – “Video porno xxx sexy Xvideo bf porno XXX xnxx Sesso XXX porno XXX film blu Video porno xxx video porno Porn Hub XVideos XXX video sexy bf”, si legge nelle prime righe di un pdf caricato sul sito web del comune di Irvington, in New Jersey -. Inoltre, come se non bastasse, molte delle pagine di questi siti stanno rimandando gli utenti a e-commerce di sex toys o a siti che promuovono la penoplastica, generando il caos più totale. A rilevare l’accaduto, secondo quanto riportato da 404 Media, è stato il ricercatore Brian Perry, che in questi giorni ha segnalato uno a uno i siti colpiti da quest’ondata di pubblicità malevola, attirando l’attenzione della stampa locale – e non solo -.
Il sito federale Reginfo.gov, ad esempio, ospita un pdf di 12 pagine intitolato “Nudify AI Free, No Sign-Up Needed!”, che non è altro che l’annuncio promozionale di un’app illegale che consente agli utenti di denudare le persone con l’aiuto dell’AI. Il sito dell’ufficio del Procuratore Generale del Kansas, invece, ospita un pdf dal titolo “DeepNude AI Best Deepnude AI APP 2025”. E così pure quello del segretario della California, dove gli utenti si sono imbattuti in file pdf intitolati “My friends hot mom” e “Japanese Sex Video Porn Videos sexy”. E come questi, altre decine di siti. La situazione, quindi, sembra essere più che allarmante, considerando che non si è ancora capita quale sia la causa della diffusione spropositata di questa pubblicità malevola. Alcuni hanno accusato la società Granicus, responsabile della gestione di una buona parte dei siti web colpiti, di aver subito una violazione dei sistemi informatici che ha facilitato il caricamento dei file da parte di soggetti malintenzionati.
Di tutta risposta, Granicus ci ha tenuto a precisare di non essere coinvolta nella questione, precisando che “uno o più individui hanno allegato contenuti illeciti a un modulo pubblico inviato tramite un portale web governativo destinato alla comunicazione dei feedback dei residenti o alle richieste di assistenza. L’allegato è stato poi indicizzato da Google e da altri web crawler, causandone la comparsa nei risultati di ricerca. Sebbene la funzione sopra descritta fosse stata pensata dai governi per garantire trasparenza e un buon servizio clienti, in questi casi è stata oggetto di abuso”. Pertanto, dopo le segnalazioni di Penny, la società ha implementato una funzionalità di blocco sui siti governativi in gestione “per garantire che i documenti caricati non siano più accessibili al pubblico” e molti dei siti hanno eliminato i file incriminati, nel tentativo di preservare la sicurezza dei cittadini.
Nonostante questo, gli utenti continuano ancora a visualizzare collegamenti che li reindirizzano a e-commerce di sex toys dalle forme stravaganti – animali, per l’esattezza -, di integratori per la crescita del pene o di altri oggetti legati al piacere sessuale. Una condizione che una quarantina circa di siti continua a condividere, senza che gli esperti di sicurezza riescano a trovare una soluzione.


