Il nostro paese registra punteggi migliori di Germania e Francia, consolidando il proprio ruolo nell’empowerment digitale dei consumatori. È una delle principali evidenze che emergono dall’edizione 2025 del Consumer Digital Empowerment Index, realizzato nell’ambito del Consumer Empowerment Project
In occasione della Giornata mondiale dei diritti dei Consumatori, i dati del Consumer Digital Empowerment Index 2025 raccolti nell’ambito del Consumer Empowerment Project, mostrano che l’Italia registra punteggi migliori di Germania e Francia e consolida il proprio ruolo nell’empowerment digitale dei consumatori. Il progetto è nato dalla sinergia tra Euroconsumers e Google. L’obiettivo? Fotografare lo stato dell’empowerment digitale dei cittadini europei in dieci Paesi: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. Dall’online banking all’acquisto di prodotti, dall’informazione alla sanità digitale, l’indice misura quanto i servizi digitali incidano sulla vita dei cittadini. I risultati vengono diffusi dal CEP in occasione della Giornata mondiale dei diritti dei Consumatori, che si celebra ogni anno il 15 marzo.
Consumer Digital Empowerment Index 2025: i dati dei consumatori italiani
Nel 2025 il punteggio medio europeo per l’utilizzo di servizi digitali si attesta a 53 punti in una scala da 0 a 100. L’Italia raggiunge 54,6 punti, posizionandosi sopra la media UE e registrando una performance superiore sia alla Germania (45,6) sia alla Francia (47,1). Il dato italiano evidenzia una maggiore capacità dei consumatori di utilizzare in modo efficace i servizi digitali nei principali ambiti della vita quotidiana, vale a dire che i consumatori italiani si sentono più “empowered” dai servizi digitali. I dati mostrano che gli italiani preferiscono di più la versione digitale di molti servizi, rispetto a quella tradizionale/offline. Questo non significa che i servizi digitali italiani siano migliori di quelli dei Paesi in cui si registrano performance più basse: per alcune aree di consumo (Governo e Pa, Sanità, Istruzione), i dati potrebbero suggerire che i consumatori francesi o tedeschi preferiscono i servizi offline, non percependo un valore aggiunto significativo nel passaggio al servizio digitale.

I dati sull’Intelligenza Artificiale
Anche sul fronte dell’IA l’Italia fa registrare dati superiori a quelli dei principali partner europei. L’edizione 2025 ha infatti introdotto l’indicatore AI PULSE (Perception, Usage, Life-impact, Sentiment, Empowerment), che misura atteggiamenti, competenze e fiducia nei confronti dell’intelligenza artificiale. L’Italia ottiene un punteggio di 47,1, superiore alla Germania (46,8) e in misura ancor più significativa alla Francia (43,7) e alla Svezia (45). I fattori che incidono di più nelle differenze in questo caso sono l’atteggiamento verso l’IA (sentiment) e la fiducia (molto minore in Francia che in Italia). Il 92% dei consumatori europei è consapevole dell’esistenza degli strumenti di GenAI e il 60% li ha già utilizzati almeno una volta. Tuttavia, solo il 40% si sente realmente competente nell’utilizzo di servizi basati su AI, evidenziando un gap di competenze che attraversa l’intero continente.

Il quadro Europeo: le performance degli arti paesi
Tra le aree in cui i consumatori europei fanno registrare i dati più alti figurano:
- Comunità & Comunicazione, l’area con il punteggio più alto a livello europeo (83,7 per i servizi di messaggistica), dove l’utilizzo di strumenti come messaggistica istantanea, email e social media rappresenta un fattore determinante di empowerment.
- Denaro & Investimenti, dove la gestione online dei conti correnti (82,7) si conferma tra i servizi più “empowering”.
- Acquisto di prodotti online, terza area per rilevanza, con un punteggio di 78,8 per l’acquisto di prodotti su piattaforme digitali: anche in questo ambito i consumatori risultano attivi e il 69% degli utilizzatori li preferiscono ai canali tradizionali di acquisto.
La Svezia è al primo posto con 58,5 punti, grazie a risultati solidi e diffusi in quattro aree di consumo. Il Portogallo segue con 57,9 punti, distinguendosi in particolare in Informazione & Media e Istruzione & Formazione. La Danimarca, con 55,5 punti, guida nelle aree Salute, Benessere & Sport e Cultura & Intrattenimento, consolidando la propria tradizione digitale.
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Nonostante i progressi, permangono aree critiche comuni a tutta Europa, in particolare Istruzione & Formazione, Casa ed Energia Domestica e Mobilità & Turismo, dove i punteggi restano più bassi. Tra gli ostacoli principali emergono la scarsa consapevolezza dell’esistenza di alcuni servizi digitali e la mancanza di fiducia nei fornitori. “Il dato italiano – dichiara Marco Scialdone, Direttore del Consumer Empowerment Project – dimostra tuttavia che l’empowerment digitale non dipende solo dal livello di infrastrutture, ma soprattutto dalla capacità dei cittadini di integrare il digitale nella propria quotidianità”. E prosegue: “Il nostro lavoro però non è concluso: l’intelligenza artificiale sta ridefinendo le regole del gioco e richiede competenze, fiducia e consapevolezza. L’empowerment digitale è una leva di equità e competitività per l’intero sistema Paese”.

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