[ad_1] Barcellona, Spagna – Il cantiere 5G in Italia è in stand-by. Al netto delle manutenzioni “ordinarie” e dei progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che pure stanno marciando con forte ritardo e che rischiano di…
Barcellona, Spagna – Il cantiere 5G in Italia è in stand-by. Al netto delle manutenzioni “ordinarie” e dei progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che pure stanno marciando con forte ritardo e che rischiano di non essere portati a terra entro la deadline di giugno, per il resto è calma piatta. A fare il punto con Wired Italia, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona, Federico Protto, amministratore delegato e presidente di Cellnex Italia nonché dell’Alpine Cluster (Italia e Svizzera) di Cellnex Telecom.
“Le telco hanno rallentato, per non dire bloccato, gli investimenti nelle reti 5G a causa delle incertezze sul rinnovo delle frequenze, quelle in scadenza al 2029. Si sta lavorando all’ipotesi di un rinnovo non oneroso in cambio di un piano di investimenti stringente che consenta di accelerare sull’infrastrutturazione”, ha commentato Protto che prosegue l’analisi soffermandosi sul fattore tempo: “È un fattore critico: per le telco la questione è dirimente perché se non si prende una decisione in tempi stretti si rischia di impantanare il dossier 5G per anni”.
Il tema è rilevante in Italia come in Europa, considerando che sono circa 500 le licenze sullo spettro radio che dovranno essere rinnovate.
Si abbatte il potenziale di investimenti
Un circolo vizioso che impatta a catena sugli investimenti di tutta la filiera delle telecomunicazioni, incluse le tower company, ovvero quelle società che si occupano di infrastrutture fisiche, quali tralicci, pali e siti destinati ad ospitare la trasmissione di reti mobili, radio e TV.
“L’Italia, dopo la Francia, è il secondo paese per Cellnex in termini di ricavi e di investimenti. Ebbene, a causa dello stallo – continua Protto – potremo mettere in campo solo la metà delle risorse potenziali che ammonterebbero a 400 milioni di euro. Quindi 200 milioni di investimenti e 200 milioni di occasioni perse per il paese a causa della mancanza di progetti”. Protto evidenzia che il ruolo delle tower company diventerà sempre più strategico tenendo conto dell’importanza delle torri come asset funzionali al tema della sicurezza delle infrastrutture in chiave di sovranità – “la connettività è elemento chiave per la sicurezza” – e considerando le crescenti tensioni geopolitiche.
E a dimostrazione del ruolo fondamentale delle tower company ci sono i progetti portati avanti ad esempio in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina in cui Cellnex ha avuto un ruolo da protagonista.
A tal proposito Marco Patuano, ad globale di Cellnex Telecom sottolinea che “le tower company sono il pezzo della filiera delle telecomunicazioni che più sarà in grado di resistere agli scossoni del mercato. Più il traffico di rete aumenta più ci sarà la necessità di densificazione delle infrastrutture affinché si possa garantire la giusta capacità di banda ai clienti, imprese e consumatori”.
