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Il Board of peace fa il suo debutto a Washington, mentre lโ€™Onu รจ costretto a tagli per la mancanza di fondi

di webmaster | Feb 19, 2026 | Tecnologia


โ€œSono giร  stati raccolti 7 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gazaโ€, ha continuato il presidente, citando il contributo di Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait. A questi, si aggiungeranno 10 miliardi stanziati dagli Stati Uniti. Lo United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs sta โ€œraccogliendo 2 miliardi di dollari a sostegno di Gaza. So che anche la Cina sarร  coinvolta e penso che lo sarร  anche la Russia”, ha proseguito Trump, anticipando un coinvolgimento dell’Asia nella raccolta fondi con una conferenza futura in Giappone.

Questo รจ il multilateralismo secondo Trump. La sua personale versione, che ha le sembianze di una grande azienda della pace a conduzione familiare โ€“ il genero Jared Kushner รจ presente nellโ€™executive board โ€“ in cui l’amministratore delegato รจ vertice indiscutibile, senza i pesi e contrappesi propri di ogni istituzione democratica. โ€œLโ€™unico limite รจ la mia moralitร โ€ รจ la frase con cui Trump aveva risposto a chi gli chiedesse conto della sua linea su Venezuela e Groenlandia, sembra applicarsi anche a questo caso.

La prima riunione del board nellโ€™edificio federale esautorato dal Doge

Lโ€™edificio che ospiterร  la riunione del Board of peace รจ la storica sede del United States institute of peace (Usip), istituito nel 1984 dal Congresso come ente indipendente per promuovere la prevenzione dei conflitti e la risoluzione pacifica delle crisi internazionali. La sua autonomia, perรฒ, รจ stata messa in discussione nel 2025: il dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge), lโ€™ente che รจ stato guidato da Elon Musk, ha tentato di assumere il controllo fisico della sede, impiegando la polizia per rimuovere il personale e scatenando una battaglia legale.

Nello specifico, lโ€™attuale amministrazione aveva giustificato i suoi attacchi allโ€™Usip sostenendo che lโ€™istituto, pur finanziato dal Congresso, fosse parte di quella โ€œburocrazia federaleโ€ da ridurre o eliminare seguendo la politica dell’efficienza e che la sua autonomia e il suo mandato di pace interferissero con lโ€™agenda presidenziale.

Unโ€™argomentazione che includeva lโ€™idea che il controllo esecutivo su organizzazioni di politica estera e lโ€™accentramento assoluto delle attivitร  diplomatiche fossero essenziali per una conduzione efficace della politica estera e che, secondo i critici, non teneva conto del fatto che lโ€™Usip era stato creato dal legislatore con un mandato indipendente. Tuttavia, a metร  dello scorso anno, un giudice federale ha dichiarato โ€œnulla e priva di effettoโ€ la presa di controllo, reintegrando i dirigenti dellโ€™istituto.

Nonostante ciรฒ, a dicembre 2025 lโ€™edificio รจ stato ribattezzato Donald J. Trump institute of peace, con la Casa Bianca che ha motivato la scelta come tributo al ruolo di Trump nella mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, suscitando critiche dei dirigenti e osservatori, secondo cui il gesto รจ โ€œun insulto oltre lโ€™offesaโ€ rispetto alla storia dellโ€™Usip. Il palazzo, da simbolo di diplomazia, รจ diventato cosรฌ un epicentro di tensioni tra potere esecutivo e autonomia istituzionale. Un contesto emblematico per un luogo che ha ospitato la prima riunione del Board of peace, โ€œla diplomazia senza diplomaticiโ€, come lโ€™ha definita il quotidiano New York Times.

Lo statuto del Board of peace: discrezionalitร  senza contrappesi

Quando Trump ha portato il Board of peace sullo scenario internazionale, lo scorso 22 gennaio al World economic forum di Davos, lo ha descritto come un passo โ€œin avanti nella storia delle relazioni globaliโ€. Alla firma del documento c’erano i rappresentanti di una ventina di paesi โ€“ tra cui Turchia, Indonesia, Egitto e Arabia Saudita. Giร  in quellโ€™occasione la sostanza dello statuto ha sollevato alcune questioni. Lo European council on foreign relations (Ecfr) ha parlato di โ€œgiunglaโ€ commentando il passaggio in cui si parla del Board come di โ€œun organismo per coordinare stabilitร  e pace nelle aree afflitte da conflittiโ€, senza limiti geografici espliciti, lasciando aperta la possibilitร  che si estenda ben oltre il mandato iniziale su Gaza.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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