Il debutto di Ashnymph: un EP che fa ballare con il suo goth rock elettronico Ashnymph, band emergente londinese, ha recentemente lanciato il suo EP di debutto intitolato Childhood. Questo lavoro promettente arriva come una ventata di freschezza nella scena…
Il debutto di Ashnymph: un EP che fa ballare con il suo goth rock elettronico
Ashnymph, band emergente londinese, ha recentemente lanciato il suo EP di debutto intitolato Childhood. Questo lavoro promettente arriva come una ventata di freschezza nella scena musicale, mescolando melodie post-punk con ritmi Krautrock e un tocco di grunge industriale. Se vi trovate a cercare nuove sonorità, non potete perdervelo.
Un inizio atmosferico e magnetico
L’EP si apre in modo intrigante: un ambiente sonoro che ricorda passi lungo un corridoio si intreccia con sintetizzatori che creano un’atmosfera sospesa. La prima traccia, “Island in the Sky”, esplode con un ritmo motorik e una sezione di basso pulsante. Le voci, esposte a una manipolazione digitale, si mescolano a groove robotici cha impregnano il brano di un’energia contagiosa. La melodia del ritornello, con le sue chitarre imponenti, evoca ricordi della musica dei Black Rebel Motorcycle Club, dimostrando chiaramente le influenze che hanno plasmato il suono dei Ashnymph.
La forza dei singoli e l’evoluzione del sound
“Saltspreader”, il primo singolo della band, si distingue per la sua apertura potente, caratterizzata da un suono metallico e percussioni incisive. Qui, un arpeggio di sintetizzatore introduce una melodia avvolgente in un contesto sonoro fosco e ballabile. Il brano, con le sue voci profondamente effettate che richiamano gli stilemi gotici degli anni ’80, è un chiaro esempio di perché sia stato scelto come singolo d’esordio: riesce a catturare l’ascoltatore con la sua combinazione di oscurità e ritmo coinvolgente. Questo è il tipo di canzone che si infiltra nella mente e non ne esce più, dimostrando appieno il potere dell’EP.
“After Glow” porta ancora più lontano il concetto di nostalgia, richiamando sonorità di Depeche Mode e gli esordi della band Ministry, prima del loro passaggio al rock più pesante. La traccia “47” combina ritmi industriali con voci che sembrano squittire e chitarre fuori fase, evocando riferimenti a movimenti come la No Wave. La transizione verso una sezione con un groove più rilassato rivela una bellezza nascosta, dando spazio a una melodia di chitarra che fluttua su una base di vocali eteree.
Verso un futuro promettente
Il finale dell’EP, “Mr. Invisible”, si rivela il brano più audace e sperimentale. Qui, la band abbraccia una forma più elettronica, utilizzando campioni pesantemente manipolati e voci quasi incomprensibili, infilando tutto con un martellante battito di basso. La traccia evolve, presentando melodie vocali più definite e linee di chitarra che danzano con synth poliritmici. Questo brano, disorientante e avvincente, si chiude in modo brusco con un groove di chitarra asimmetrico e vocali distorte, lasciando l’ascoltatore desideroso di altro.
Conclusione
Childhood degli Ashnymph è un’esperienza musicale che cattura e destabilizza, un equilibrio perfetto tra melodia e avanguardia. Per gli amanti della musica emergente in Italia, questo EP rappresenta un’opportunità per scoprire nuovi suoni che sfidano le convenzioni e aprono la mente a nuove possibilità. Con il loro mix di influenze, Ashnymph potrebbe presto diventare un nome di riferimento per chi cerca freschezze nel panorama musicale contemporaneo. Se siete in cerca di un nuovo brano da aggiungere alla vostra playlist, non lasciatevi sfuggire la loro proposta.
