Da Wired.it :

I dati raccolti dai Centers for Disease Control and Prevention mostrano che afroamericani e latinoamericani hanno il doppio delle probabilità di ammalarsi rispetto ai bianchi. C’entra anzitutto l’accesso alle cure mediche

(foto: Sean Rayford/Getty Images)

Nella fase iniziale dell’epidemia da Covid-19 negli Usa era già emerso come il virus stesse avendo un impatto statiscamente più negativo sulla comunità afroamericana che su quella bianca. Una tendenza che, nel corso dei mesi, si è assestata allargandosi anche altre minoranze etniche, come i latini e nativi americani. A dirlo sono i dati raccolti dal Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) e riportati dal New York Times. “I neri e i latini sono stati colpiti in modo sproporzionato dal coronavirus. Una situazione visibile in centinaia di contee nelle aree urbane, suburbane e rurali e per tutte le fasce d’età”, si legge sul Times. E, infatti, su un campione di 10mila persone analizzate, in media, 23 sono i casi positivi tra i bianchi contro i 63 dei neri e i 73 dei latini.

Come il virus ha acuito le disparità razziali

L’analisi è stata condotta studiando i dati provenienti dalle autorità sanitarie di circa mille contee per un totale di 640mila casi di coronavirus. Ne è emerso che gli afroamericani e i latinoamericani hanno quasi il doppio della probabilità di contrarre il virus rispetto ai bianchi. Lo stesso, seppur in via residuale, vale anche per altre minoranze come i nativi e i cinesi: in proporzione è sempre più plausibile che si ammali una persona appartenente a una di queste etnie rispetto che un bianco.

Analizzare le cause che hanno portato a una così evidente disparità razziale tra i positivi al Covid è abbastanza difficile, anche se non impossibile. Le statiche pervenute al Cdc risentono di criteri di rilevazioni differenti da stato a stato, spesso non sono correlate da alcune caratteristiche fondamentali, come l’età, l’etnia o lo status economico, e in alcuni casi non presentano riferimenti su come il singolo possa aver contratto il virus. Inoltre, i dati si riferiscono alla fine di maggio e non risentono né delle manifestazioni né della recente impennata di contagi. È tuttavia possibile arrivare ad alcune conclusioni guardando al quadro sociale ed economico delle minoranze etniche.

Come riporta anche Npr, il primo punto da tenere in considerazione è che le persone appartenenti a questi gruppi sociali hanno meno possibilità di accedere alle cure mediche a causa di precarie situazioni economiche. E questo si riflette anche sulle condizioni di vita che rendono quasi impossibile mantenere un alto livello igienico o praticare norme di distanziamento sociale. Un buon esempio è quanto è accaduto nella contea di Fairfax, appena fuori Washington. Nonostante i residenti bianchi siano tre volte più numerosi dei latini, quest’ultimi hanno mostrato una percentuale di contagi quattro volte superiore ai loro vicini. Una circostanza aggravata dal fatto che la maggioranza dei latinos affolla piccoli appartamenti dove è molto difficile rimanere in isolamento se si è contratto il virus.

A questo si aggiunge anche un fattore prettamente lavorativo. Afro e latinoamericani hanno impieghi in attività di servizio o di produzione che non è possibile svolgere in remoto quindi, anche nelle fasi più acute dell’epidemia, hanno dovuto necessariamente recarsi a lavoro, mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri colleghi.

Preoccupante è anche lo squilibrio nel tasso dei decessi e, in questo caso, a essere decisivi sono i pregressi problemi di salute di cui soffrono queste comunità. Diabete, obesità e problemi cardiaci – causati soprattutto da un’alimentazione poco sana e un mancato accesso alle cure mediche che consentirebbe il monitoraggio di queste malattie – diventano determinanti e contribuiscono ad aggravare gli effetti del coronavirus, portando molto spesso alla morte.

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[Fonte Wired.it]