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da Hardware Upgrade :

Questa settimana, per le missioni spaziali, non è stata tra le più fortunate (pur non avendo incidenti che riguardassero missioni con equipaggio). Nelle scorse ore è rientrato nell’atmosfera terrestre, distruggendosi, il lander lunare Astrobotic Peregrine, che non ha così completato la sua missione. Al lander lunare JAXA SLIM, pur effettuando un soft landing, è stato riscontrato un problema al sistema di alimentazione a pannelli solari compromettendo la durata della missione. Infine, da poche ore è stato annunciato un problema al drone NASA Ingenuity.

Quello che è stato definito come il Mars Helicopter stava compiendo il suo 72° volo sulla superficie di Marte quando, per cause ancora da chiarire, il segnale è stato perso. Gli ingegneri stanno cercando di capire cosa sia successo e come poter rimediare all’imprevisto. Non si tratta della prima volta che l’elicottero ha un problema e, come ricordiamo, ha di gran lunga superato le aspettative (cinque voli erano quelli programmati inizialmente per dichiarare questa parte di missione un successo).

Il 72° volo di NASA Ingenuity su Marte e il problema

Nel corso del precedente volo, il 71°, avvenuto il 6 gennaio 2024 (o sol 1023 della missione Mars 2020), NASA Ingenuity ha riscontrato un problema con il sistema di navigazione che utilizza la Navcam in bianco e nero e bassa risoluzione per osservare il terreno. A causa della natura stessa del suolo, molto uniforme e con poche strutture (rocce, dune) particolari, il sistema ha autonomamente deciso di interrompere il volo prima di quanto previsto per evitare problematiche più gravi.

nasa ingenuity

Avendo “perso l’orientamento” gli ingegneri hanno così deciso di effettuare per il 72° volo un volo che permettesse di far ritrovare la corretta localizzazione a NASA Ingenuity. Non essendoci un sistema di posizionamento globale su Marte (per ora) è necessario basarsi sulle mappature ad alta risoluzione degli orbiter e sulle immagini catturate in precedenza.

Il 72° volo prevedeva di arrivare a un’altitudine di 12 metri, senza spostamento orizzontale, per un tempo complessivo di 32″. Non si sarebbe trattato quindi di un volo difficile da completare ma qualcosa non è andato come previsto. In una breve nota sul blog ufficiale della missione si legge che il 18 gennaio, NASA Ingenuity ha eseguito il volo con i dati che venivano inviati a NASA Perseverance. Il rover è necessario per permettere di far comunicare gli ingegneri con il drone (che non ha l’hardware necessario per comunicare direttamente con gli orbiter).

nasa

I dati indicano che il drone è riuscito a raggiungere la quota prevista di 12 metri ma, durante la fase di discesa verso il suolo, l’elicottero e il rover hanno smesso di comunicare prima che Ingenuity potesse comunicare l’avvenuto atterraggio. Non è chiaro se la problematica possa essere legata a una duna o collina che ha bloccato il segnale o da altre problematiche esterne.

Attualmente drone e rover si trovano a poco meno di un chilometro l’uno dall’altro e dovrebbero essere in grado di comunicare, se non fossero rilevati problemi. La priorità della missione Mars 2020 rimarrà sempre Perseverance che non sarà mai messo in condizioni tali da rischiare la sua operatività. NASA Ingenuity rimane “sacrificabile” da questo punto di vista. Anche la distanza attuale tra i due dispositivi è tale che, anche impiegando le Mastcam-Z, non è possibile ottenere fotografie chiare del drone. Nei prossimi giorni è possibile che le due squadre si accordino per permettere al rover di avvicinarsi un po’ al drone (che si trova in una zona con dune sabbiose) per migliorare la potenza del segnale e catturare fotografie. Il JPL fornirà aggiornamenti il prima possibile.

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