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da Hardware Upgrade :

C’era molta incertezza sulla possibilità che il lander JAXA SLIM potesse continuare le operazioni sulla Luna dopo un atterraggio non perfetto a causa di un problema a uno dei due motori principali. Grazie all’orbiter LRO della NASA era stato possibile riprendere la zona del suolo lunare e la navicella dall’orbita confermando la sua posizione precisa in maniera indipendente. Il 28 gennaio è arrivata la notizia che in molti speravano di sentire: lo Smart Lander for Investigating Moon ha ripreso le attività grazie all’energia fornita ai pannelli dal Sole (in fase di tramonto nella zona del cratere Shioli).

La JAXA ha successivamente confermato che effettivamente il lander lunare era attivo e poteva proseguire le analisi scientifiche senza modificare il proprio assetto. Un’ottima notizia sia per gli ingegneri, che potranno continuare ad acquisire dati per le future missioni, sia per gli scienziati che stanno utilizzando le informazioni raccolte per caratterizzare il suolo della Luna nella zona di allunaggio.

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Il lander lunare JAXA SLIM e la nuova immagine

L’agenzia spaziale giapponese sta utilizzando la Multi-Band Camera (MBC), una fotocamera multispettrale a 10 bande, per raccogliere dati sulle rocce che si trovano nelle vicinanze del lander lunare. A queste ultime sono stati assegnati nomi di razze canine e in particolare JAXA SLIM si è concentrata su quella chiamata toy poodle (barboncino) che è la più vicina tra quelle osservabili nell’inquadratura di MBC.

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La MBC aveva già fornito una prima immagine panoramica composta da 257 differenti immagini a bassa risoluzione e in bianco e nero che aveva permesso di individuare la zona d’atterraggio. Con i dati della Multi-Band Camera sarà possibile per gli scienziati conoscere precisamente la composizione delle rocce.

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La JAXA ha anche ricordato come la collaborazione internazionale sia stata importante per il successo della missione. In particolare JAXA SLIM ha impiegato i dati degli orbiter LRO (NASA) e Chandrayaan-2 (ISRO) per scegliere la zona d’atterraggio. L’agenzia ha anche confermato che i pannelli solari stanno generando energia come previsto (nonostante l’inclinazione del lander) con la ricarica delle batterie che potrebbe proseguire fino all’1 febbraio.

Le antenne di Usuda (Nagano) e Uchinoura (Kagoshima) hanno permesso di contattare il veicolo sulla superficie della Luna quando questa risultava visibile dal Giappone nelle scorse ore e potrebbe esserci stato anche il supporto di altre agenzie per connettersi al lander quando il satellite naturale non è visibile dal territorio nipponico. Ci si aspetta che anche il rover LEV-1 possa connettersi ancora con la Terra, anche se il suo segnale (indipendente da quello del lander) non è stato rilevato. Il rover LEV-2 (SORA-Q) ha invece terminato la sua missione non avendo pannelli solari.

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