Il “partito di Bibbiano” è uno dei momenti più bassi della politica italiana


Di Maio sfrutta una delle pagine più buie della cronaca italiana come spot elettorale. Nessuna decenza, nessuna rimozione delle convenienze politiche davanti a un fatto che riguarda dei minori

E allora Bibbiano?”.
È il tormentone dell’estate 2019, la risposta che si presta a tutto, che si parli di fiscalità, migranti, Europa, calcio o spettacolo. Basta trovarsi in difficoltà davanti al proprio interlocutore, a quel punto sarà sufficiente tirare fuori l’indagine sul presunto traffico di minori nel comune emiliano, per ricordarci che c’è chi se la passa peggio, ovvero il Pd – almeno a quanto dicono i nostri rappresentanti di governo.
Da quando a fine giugno è esploso lo scandalo Bibbiano, su un sistema illecito di gestione dei minori in affido e basato sulla manipolazione delle testimonianze dei bambini da parte di assistenti sociali e psicologi, l’interesse di certa politica – quella di governo – non è stato tanto quello di fare luce su una vicenda effettivamente terribile, quanto di riuscire a trovare legami tra l’indagine e la sinistra.

Il sindaco Pd di Bibbiano, in effetti, risulta iscritto nel registro degli indagati e questo è bastato per fare del Pd il “partito di Bibbiano”, un movimento politico fatto di “manipolatori” e “pedofili”. Chi ha battuto il chiodo più di tutti in questo senso è Luigi Di Maio, che in più occasioni tra interviste e video social ha dichiarato di non avere alcuna intenzione, in caso di caduta del governo, di allearsi con “il partito che in Emilia-Romagna toglieva i figli alle famiglie con l’elettroshock per venderseli”.
In realtà Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano, è sì coinvolto nell’indagine, ma non nella parte della manipolazione e del traffico di minori. Si tratta piuttosto di beghe burocratiche: è accusato di aver “violato le norme sull’affidamento dei locali dove si svolgevano le sedute terapeutiche, ma non è coinvolto nei crimini contro i minori”, sottolinea il procuratore di Reggio Emilia, Marco Mescolini. Concorso in abuso di ufficio, insomma, che è comunque un reato da condannare, ma che non c’entra nulla con la narrazione che Di Maio sta facendo.

Insomma, il Movimento cinque stelle, la Lega, Fratelli e via dicendo, da settimane sono impegnati nella creazione di una sorta di allucinazione collettiva. Quella per cui un partito nazionale sarebbe responsabile di uno scandalo locale, dal momento che un suo sindaco è iscritto nel registro degli indagati per aver concesso un’aula comunale per le sessioni terapeutiche. Un mix di generalizzazioni e falsità che non sta né in cielo né in terra, oltre che una forma di strumentalizzazione meschina di una vicenda che coinvolge bambini e su cui è necessario effettivamente fare luce, ma non per fini elettorali. Anche perché, volendosi abbassare all’osceno livello dei politici di governo, si scoprirebbe che se proprio c’è un “partito di Bibbiano”, quello è il Movimento cinque stelle.

Come sottolinea Arianna Ciccone di Valigia Blu, “gli assistenti sociali coinvolti nel caso appartengono alla onlus “Hansel e Gretel”, che, insieme ad altre 11 associazioni, è stata destinataria di una donazione complessiva da parte del M5s di 195 mila euro”. Mentre il sindaco Pd concedeva una sala agli psicologi senza fare un bando, il Movimento li finanziava direttamente. Inoltre, “L’avvocato Rossella Ognibene ha assunto la difesa di una delle indagate nell’inchiesta di Bibbiano, Federica Anghinolfi, responsabile dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, finita ai domiciliari. Rossella Ognibene è un esponente politico di primo piano del M5s, ex candidata sindaco e capogruppo nel Comune di Reggio (ora si è dimessa)”.

Premesso che la dicitura “partito di Bibbiano” costituisca uno dei momenti più bassi degli ultimi anni di politica nostrana, stupisce che chi più si appropria di questa narrazione sia quello stesso M5s che, se davvero si volesse impostare il discorso in questi termini, avrebbe qualcosa da rispondere. Sarebbe ora che Di Maio cambiasse i toni, per il bene suo e del suo partito, ma soprattutto per rispetto nei confronti dei bambini di Bibbiano e dell’inchiesta in corso.

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