A oltre vent’anni dalla sua introduzione, il PEGI, il sistema europeo di classificazione dei videogiochi, si rinnova con diverse novità significative. Il videogioco è un medium in continua evoluzione e, soprattutto negli ultimi anni, è cambiato profondamente anche il modo in cui viene fruito, in particolare per quanto riguarda il gioco online, sempre più diffuso anche tra i più giovani.

Proprio per questo, da giugno 2026 verranno introdotte nuove categorie e indicazioni pensate per rafforzare la sicurezza online e rispondere in modo più efficace alle preoccupazioni dei genitori, spesso poco consapevoli dei rischi legati ad alcune funzioni online, come gli acquisti in-game o i sistemi che incentivano l’accesso quotidiano tramite ricompense.

I cambiamenti saranno numerosi e rilevanti e, per capire meglio cosa comporteranno — soprattutto dal punto di vista dei consumatori — abbiamo anche avuto modo di parlarne con Dirk Bosmans, direttore del PEGI.

Le novità introdotte nella nuova classificazione

Il PEGI (Pan-European Game Information) è il sistema paneuropeo di classificazione dei videogiochi attivo dal 2003. Presente in oltre 35 paesi europei, ha l’obiettivo di informare i consumatori sui contenuti di un videogioco, con particolare attenzione a quelli potenzialmente inadatti ai più giovani. Ogni copia fisica riporta infatti un bollino con un numero e un colore che indicano l’età consigliata, accompagnato da descrittori relativi a contenuti come violenza, linguaggio esplicito o tematiche sensibili.

Negli ultimi anni, però, il modo di giocare è cambiato profondamente, soprattutto con la diffusione dei titoli free-to-play online. Questi propongono modelli di monetizzazione sempre più diffusi ma non sempre trasparenti, come acquisti in-game, loot box o pacchetti virtuali con ricompense casuali, oltre a sistemi online che non sempre garantiscono ambienti adeguatamente controllati. Tutti elementi che possono rappresentare un rischio, in particolare per i minori non supervisionati.

Classificazione PEGI

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