
Creatura abbastanza misteriosa dello star system l’attore canadese, capace di muoversi tra commedia, action, thriller, cinecomic e rom-com senza mai deludere ma forse senza neanche mai convincere del tutto. Anzi il suo Lanterna Verde pareva un disastro difficile da rimediare. Deadpool si sarebbe perรฒ rivelato il momento di svolta assoluto per la sua carriera, a conti fatti non รจ ad oggi possibile immaginare nessun altro nei panni di questo mercenario chiacchierone, il simbolo stesso dello sfondamento della quarta parete. Il film si rifece ad una narrazione profondamente distante dal politically correct, e quindi della sovversione di ogni normale canone narrativo cinematograficamente inteso. I cinecomic, della Marvel, Fox e Warner, avevano sempre inseguito una struttura narrativa sempre piรน standardizzata per il pubblico mainstream familiare. Deadpool invece, viene introdotto con un agguato sull’autostrada pazzesco, per poi parodiare il Superman di Richard Donner.
La storia รจ semplice, anzi forse prevedibile per certi versi. Abbiamo Wade, mercenario che non riesce mai a stare zitto, che incontra nel suo pub preferito lei, Vanessa, la bellissima Morena Baccarin. Tra i due รจ subito una passione enorme, sconvolgente, che Deadpool tratteggia con i toni della parodia demenziale al melรฒ hollywoodiano. Teniamo presente che tutto il film diventerร una desacralizzazione totale di quasi ogni genere cinematografico e anche televisivo. Allo stesso tempo perรฒ, ne celebra anche l’assoluta centralitร nel nostro immaginario. Il film prosegue facendoci scoprire che Wade ha il cancro, e introducendo il personaggio dello spietato medico inglese Francis Freeman (Ed Skrein) che con l’inganno lo rende una sua cavia per esperimenti con i geni mutanti, dietro la falsa promessa di guarirlo dalla sua malattia. Lo farร invece diventare, citando il suo amico Weasel (T. J. Miller), la versione umana di โun ananas marcio che ha fatto sesso con un fico d’Indiaโ, insomma un essere repellente.
Tra negazione dell’eroismo e demenzialitร pura
E allora vendetta, tremenda vendetta per Deadpool, e via di proiettili, spadate, mosse di arti marziali, battute a raffica, rallenty e una quantitร semplicemente assurda di traumi che Deadpool subisce, senza naturalmente poter morire a causa del suo fattore rigenerante. Tim Miller, regista fino a quel momento assolutamente sconosciuto, dimostra di avere le idee molto chiare, e appoggia totalmente la sua creatura sulle spalle di Ryan Reynolds scatenato. Per 108 minuti Deadpool ci fa letteralmente sbellicare dalle risate, facendosi gioco di tutti i topoi supereroistici che dei tempi dei primi Superman, passando poi per i Batman di Tim Burton, gli Spiderman di Sam Raimi e la saga degli X-Men, erano infine giunti sulle spalle della Marvel. Avevano delineato sul grande schermo il racconto dell’eroe americano, avvolto da grandi drammi e grandi responsabilitร , chiamato perรฒ ad essere sempre un punto cardine morale, perlomeno per quello che riguarda la societร americana. Ma Deadpool questo lo rigetta totalmente.


