Il reboot di Beverly Hills 90210 non ha convinto il pubblico


Negli Stati Uniti sono andate in onda le prime due puntate di BH90210, lo show che segna il ritorno sul piccolo schermo dei protagonisti degli anni Novanta. Ma il tempo passa, e il tentativo sembra fallito

beverly hills
La premiere di Bh90210, il revival di una delle serie che più hanno segnato gli anni Novanta Beverly Hills 90210, è andata in onda il 7 agosto sulla rete americana Fox. Un ritorno molto atteso dal pubblico statunitense, fortemente rilanciato sui social network dai protagonisti e segnato dalla malinconia per la scomparsa prematura di Luke Perry, il volto dell’indimenticato Dylan.

Ma come è andata? Come abbiamo scritto su Wired, il progetto nasceva già con una certa ambiguità, cercando una sintesi tra idee diverse, a metà strada tra reality e sequel. Una confusione che sembra non essere andata giù al pubblico e criticata anche dalla stampa, ad esempio da Variety che parla di “parodia che concede agli attori lo spazio per interpretare versioni di se stessi mentre fanno parodie di personaggi pubblici, fan rabbiosi e ruoli che li hanno resi famosi”.

Anche l’Hollywood Reporter sottolinea che il tentativo di Fox risulta deludente, e che il pretesto narrativo per riportare sulla scena i protagonisti “appare essere la reunion di Las Vegas più economica e meno eccitante che si può immaginare”.

Qualcosa si salva comunque, però: ad esempio, la chimica ironica tra Jennie Garth e Tory Spelling (Kelly e Donna, per capirci) e anche la performance di Brian Austin Green. Tornare sugli schermi a distanza di decenni non è facile e, non senza una ironia un po’ feroce, Indiewire ringrazia “il lavoro dei semi-dei della dermatologia di Los Angeles” per aver fatto sembrare il cast comunque ancora giovane. Anche in questo caso però, al centro dello scetticismo c’è la scelta di non far riprendere agli attori i panni che avevano indossato al tempo: ovviamente gli anni della West Beverly High School sono lontani, ma perché non farli tornare a essere loro stessi a distanza di anni? Qualche scorcio su cosa farebbero oggi Brandon & co. si apre, ma non basta. Insomma “questo gruppo di adulti di mezza età non può interpretare gli adolescenti, ovviamente, e ripetere 90210 come meta-storia all’interno di una meta-storia è ambizioso”, ma forse il tentativo non va a segno. Deadline parla invece di “revival fiacco e omaggio involontario alle teorie del filosofo postmoderno Jean Baudrillard”.

Per Rolling Stone, “dei tre spettacoli che BH90210 tenta contemporaneamente di essere, la soap opera è sorprendentemente il più riuscito”. Tuttavia, si parla anche di uno “stufato incompatibile di ingredienti che finiscono in pentola” e il magazine ipotizza che Spelling e Garth, che hanno di fatto messo in carreggiata lo show, abbiano dovuto concedere molto ad amici e nemici pur di riaverli sul set.

Insomma, il pubblico italiano dovrà aspettare per farsi una propria idea, anche se sembra chiaro che bisogna abdicare all’idea che Brandon e amici sappiano riportarci agli anni Novanta.

Se il parere degli addetti ai lavori è abbastanza chiaro, cosa ne pensa il pubblico? Più o meno la stessa cosa, almeno a giudicare da alcuni tweet che illustrano il sentiment generale:

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