Manca poco ma, per ora, l’Italia dovrà aspettare: Yeon Sang-ho, il regista di quella pietra miliare del genere horror che è Train to Busan e l’ospite d’onore dell’ultima edizione del Florence Korea Film Fest, torna allo zombie movie con Colony. La pellicola sarà presentata nella prestigiosa sezione Midnight Screening del Festival di Cannes e arriverà nelle sale cinematografiche coreane il 20 maggio, mentre noi aspettiamo buone nuove. Il regista torna alla fiction sui morti viventi dieci anni dopo il cult presentato al festival di Cannes nel 2016 ambientato su un Ktx, il treno che collega Seoul alla città costiera di Busan, invaso dalle vittime di una letale epidemia. Durante gli incontri con la stampa e la masterclass tenuta dal cineasta e animatore a Firenze, Yeon ha accennato a questo titolo attesissimo dai seguaci dell’orrore e ripercorso una carriera nata nel settore dell’animazione (King of Pigs, Seoul Station), lanciata da pellicole horror anche di respiro hollywoodiano come Peninsula e culminata nell’incursione nella serialità con la sconvolgente Hellbound prodotta da Netflix.
Colony, il ritorno allo zombie movie e i progetti futuri
Girato tra marzo e giugno dello scorso anno, Colony (il titolo evoca il concetti di “sciame”, di un’entità composta da più individui che agiscono come un unico organismo) è incentrato su un gruppo di persone intrappolate in un edificio sotto quarantena a seguito di un’infezione in grado di trasformare i contagiati in modi diversi e imprevedibili. L’edificio è un centro congressi biotecnologico e i protagonisti sono Gianna Jun (che di zombie, dopo Kingdom, ne sa), nei panni di una ricercatrice, e Ji Chang-wook, (Gangnam B Side) in quelli di un uomo disposto a tutto per proteggere la sorella. “La differenza rispetto agli altri film di zombie risiede nella natura dei mostri” ha spiegato il regista Yeon Sang-ho. “Non sono i soliti zombie lenti e affamati: questi si evolvono in tempo reale, subendo una sorta di ‘aggiornamenti biologici’, e agiscono come un’unica mente collettiva”. Il regista tocca temi a lui cari come la critica sociale che informava anche Train to Busan. “A mio parere, è la rappresentazione più accurata dello zombie contemporaneo” ha commentato Yeon che ha accennato anche ad altri due progetti inediti: “Paradise Lost, attualmente in post-produzione, prende ispirazione dal poema di Milton. Sto anche lavorando a una serie Netflix intitolata Human Vapor. La serie racconta di un essere umano che si trasforma in vapore per commettere crimini”. Il progetto, ispirato alla pellicola omonima degli anni ’60 del papà di Godzilla Ishirō Honda, è attesissimo. Sarà una produzione nippo-coreana di Toho e Netflix, Yeon è produttore esecutivo e co-sceneggiatore assieme al regista Shinzo Katayama di Gannibal e nel cast figurerà Shun Oguri di Crows Zero.
