Titani, mostri, kaiju, chiamateli come vi pare. Sono le creature gigantesche, spaventose, fortissime e quasi sempre arrabbiate – come il rettilone Godzilla – dei film prodotti dalla giapponese Toho negli anni postatomici. Da qualche anno, lui e altri suoi simili popolano il piccolo schermo grazie a Monarch: Legacy of Monsters, serie co-prodotta dalla Toho con Apple Tv+ che torna, a poco più di due anni dal debutto, con la seconda stagione. Fosse anche una serie bruttissima, lo spettacolo che i mostri offrono grazie ai prodigi degli effetti speciali costituirebbe una ragione sufficienti a seguirla: al massimo, rimpiangereste il momento in cui avete deciso di non comprare uno schermo da oratorio per godervi gli scontri tra titani in 180 pollici.
La seconda stagione di Monarch: Legacy of Monsters riprende da dove eravamo rimasti, con i protagonisti in missione di recupero ad Axus mundi, dove Keiko è rimasta bloccata per 57 giorni, ovvero 57 anni sulla Terra. Monarch è anche una dramma familiare, che ha sempre messo al centro della narrazione il figlio e i nipoti della ricercatrice, assieme e Lee Shaw, il soldato che con lei e suo marito Bill ha contribuito alla fondazione dell’organizzazione scientifica devota allo studio dei titani. L’avventura nella zona liminale tra la superficie e l’ecosistema “al contrario” della Terra cava si concludeva, nella prima stagione, con il sacrificio di Shaw, rimasto indietro per permette agli altri la fuga. Nella seconda, l suo salvataggio implica l’introduzione di un nuovo titano e di un terribile nemico: la Apex, Cybernetics, multinazionale che vuole eliminare, o peggio sfruttare, i mostruosi giganti.



