Nel marasma di friggitrici ad aria del quale ormai siamo praticamente ubriachi, un modello a infrarossi ancora ci mancava. La promessa è di quelle che fanno drizzare le antenne anche ai più scettici: cotture più veloci, risultati più croccanti e una penetrazione del calore più efficace all’interno degli alimenti. Tra le dichiarazioni più ambiziose di Moulinex Easy Fry Infrared – nuovo modello da 7 litri del gruppo francese – c’è infatti quella di dimezzare i tempi di cottura rispetto ai metodi tradizionali come il forno di casa.

A dirla tutta il confronto che ci interessava non era tanto quello con il buon vecchio forno, quanto piuttosto un testa a testa con una friggitrice ad aria classica. Nella nostra prova abbiamo fatto quindi l’unica cosa sensata possibile: cucinare, tanto e con entrambe le tipologie di friggitrice. Patatine, verdure, surgelati, esperimenti più o meno arditi. E confrontare i risultati per rispondere alla domanda: la tecnologia a infrarossi è una scelta bizzarra o può davvero essere che questa friggitrice ad aria abbia qualcosa da dire in un mercato a dir poco saturo?

La prima impressione

L’esperienza di unboxing non è memorabile, ma almeno è impeccabile. Sin dal primo momento si capisce di avere tra le mani un gadget dal look pulito, senza fronzoli inutili, ma curato con una certa attenzione. La confezione fa esattamente quello che deve fare: protegge bene il contenuto, con riempimenti intelligenti e nessuna sensazione di oggetto lasciato al suo destino durante il trasporto. Il corpo macchina arriva già montato, come sempre in questa categoria, con il cestello fissato al blocco principale tramite nastri adesivi pensati per evitare movimenti. A parte troviamo solo la griglia da inserire nel cestello e l’immancabile documentazione cartacea.

Moulinex Infrared

Gaia Masiero

Documentazione minimal (un po’ troppo)

Le istruzioni per l’avvio e la gestione delle funzioni sono chiare e rapide da consultare, mentre la parte dedicata alle cotture e alle ricette forse è un po’ troppo stringata. È vero, il sito del brand offre un buon numero di ricette che in parte compensano questa mancanza, ma non sostituisce del tutto il bisogno di indicazioni più precise e calibrate per questo specifico modello. Dettagli a parte, basta maneggiarla per qualche secondo per farsi un’idea molto concreta: la sensazione è di un oggetto ben costruito, solido, con materiali che trasmettono affidabilità. Non c’è nulla di vistosamente spettacolare, ma tutto comunica una certa serietà progettuale.

Il display è una gioia

È quando si inserisce la spina e si inizia a interagire con il display che parte la vera conoscenza con il prodotto. Parliamo la stessa lingua? Mi capisce? Risponde quando gli chiedo qualcosa? La macchina monta un display touch che convince subito: ottima risposta, interfaccia chiara, grafica essenziale e nessuna sensazione di menu inutilmente complicati. Tutto è pensato per portarmi dritta al punto.

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